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Confcommercio: la provincia perde 118 imprese giovanili in un anno

Giovedì 10 Settembre 2026 — 11:41

Nel secondo trimestre 2026 le imprese a prevalente partecipazione giovanile scendono a 2.068, contro le 2.186 di un anno prima. Confcommercio lancia l'allarme e indica nel passaggio generazionale una possibile strada per favorire il ricambio imprenditoriale

Sono 118 le imprese giovanili in meno in provincia di Livorno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge dai dati della Dashboard Economia della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, che fotografano nel secondo trimestre 2026 una presenza di 2.068 attività a prevalente partecipazione di under 35, a fronte delle 2.186 registrate nel secondo trimestre 2025. Il calo è pari al 5,4%.

Un andamento che, secondo Confcommercio Provincia di Livorno, merita attenzione perché riguarda la capacità del territorio di favorire l’ingresso di una nuova generazione nel mondo dell’impresa.

La contrazione riguarda anche alcuni dei settori maggiormente rappresentati dall’associazione. Se si prendono in considerazione commercio, servizi di alloggio e ristorazione e attività immobiliari, le imprese giovanili sono passate da 910 a 866 in dodici mesi. Si tratta di 44 attività in meno, con una riduzione del 4,8%.

“Questi numeri devono farci riflettere”, sottolinea la presidente di Confcommercio Provincia di Livorno Francesca Marcucci. “Abbiamo bisogno di giovani che scelgano di fare impresa e dobbiamo creare le condizioni perché questa scelta sia sostenibile”.

La riflessione, però, non riguarda soltanto la nascita di nuove attività. Secondo Marcucci, infatti, esiste anche un’altra possibilità da valorizzare: favorire il passaggio delle imprese già esistenti alle nuove generazioni.

“Quando parliamo di nuova imprenditorialità pensiamo quasi sempre a un’attività che nasce da zero. Esiste invece un’altra strada: raccogliere il testimone di un’impresa che già funziona e darle un futuro”.

È proprio sul passaggio generazionale che Confcommercio chiede quindi di concentrare una maggiore attenzione nelle politiche di sostegno all’imprenditoria giovanile. Il rischio, spiegano dall’associazione, è che attività ancora in grado di produrre valore possano interrompere la propria storia semplicemente perché non trovano qualcuno disposto a proseguirla.

“Un negozio, un pubblico esercizio, una struttura ricettiva o un’agenzia che non trova continuità rischia di portare con sé, al momento della chiusura, un patrimonio costruito nel tempo: clientela, competenze, relazioni, avviamento e, in alcuni casi, occupazione“.

Il subentro in un’attività già avviata può rappresentare, dunque, una concreta alternativa per un giovane che vuole mettersi in proprio. A evidenziarlo è il direttore generale di Confcom Livorno Federico Pieragnoli.

“Non tutte le attività che arrivano alla fine di un percorso imprenditoriale sono attività senza futuro. Talvolta manca semplicemente qualcuno disposto a raccogliere il testimone”.

Per un giovane, rilevare un’impresa esistente può infatti significare non partire da zero, ma poter contare su un’esperienza già maturata, su un mercato consolidato e su una rete di relazioni costruita nel tempo.

“Per un giovane interessato a mettersi in proprio, subentrare in un’impresa esistente può significare partire con un’esperienza, un mercato e un patrimonio di relazioni già consolidati. Dobbiamo riuscire a far incontrare chi vuole lasciare un’impresa con chi vuole cominciare a fare impresa”.

A sostenere questa prospettiva ci sono anche alcuni strumenti messi in campo dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno. Tra questi figura il Bando a sostegno della creazione d’impresa 2026, che prevede condizioni più favorevoli per le nuove imprese nate proprio attraverso un passaggio generazionale.

In questi casi, il contributo può coprire il 70% delle spese ammissibili, contro il 60% previsto in via ordinaria, con un tetto massimo di 5.000 euro.

Le richieste possono essere presentate fino al 10 novembre 2026, fatta salva la possibilità di una chiusura anticipata nel caso in cui vengano esaurite le risorse disponibili. Secondo lo stato di avanzamento pubblicato sul sito della Camera di Commercio, restano al momento oltre 47.000 euro a disposizione.

“È una misura estremamente positiva”, osserva Pieragnoli, invitando chi è interessato a informarsi e a sfruttare l’opportunità. Per consulenza e assistenza è possibile rivolgersi agli uffici Confcommercio al numero 0586 1761060.

Per l’associazione, tuttavia, il sostegno economico da solo non è sufficiente. Per rendere realmente efficace il ricambio generazionale servono infatti credito, formazione e accompagnamento, oltre a strumenti capaci di facilitare concretamente il passaggio da un imprenditore all’altro.

“Il contributo economico però è solo una parte della risposta. Il passaggio d’impresa va accompagnato da accesso al credito, formazione, assistenza e strumenti che facilitino concretamente il subentro“.

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