Don Roberto Angeli proclamato Giusto tra le Nazioni
Il Memoriale della Shoà di Gerusalemme ha conferito il prestigioso riconoscimento al sacerdote che, a Livorno, rischiò la vita per mettere in salvo decine di ebrei e profughi durante le persecuzioni nazifasciste. Nei prossimi mesi l'iscrizione del suo nome nel Muro d'Onore di Yad Vashem
Con una comunicazione a firma del Direttore del Dipartimento “Giusti tra le Nazioni”, Dr. Joel Zisenwine, “Yad Vashem”, il Memoriale della Shoà con sede a Gerusalemme, ha ratificato il 28 giugno 2026 l’attribuzione a Don Roberto Angeli del riconoscimento di “Giusto tra le Nazioni”, riconoscendo “il coraggioso aiuto dato ad ebrei, durante la Shoà, a rischio della propria vita”. Come si legge in un comunicato congiunto del Centro Studi ”Don Angeli” e della Comunità Ebraica di Livorno giunge finalmente a compimento un percorso incentrato sulla realtà livornese che ha visto il concorso di enti e persone impegnate a ricostruire la documentazione relativa agli atti compiuti da Don Angeli, indispensabile per ottenere quello che è il massimo riconoscimento dello Stato d’Israele verso quanti, non appartenenti al mondo ebraico, si sono adoperati in favore di ebrei perseguitati durante la Shoà. Le azioni di Don Angeli sono sempre state ben note, non solo a Livorno, ricevendo dopo la guerra riconoscimenti da parte della locale Comunità Ebraica e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Con la cerimonia di consegna dell’attestato e della medaglia di Giusto tra le Nazioni, prevista nei prossimi mesi, e l’inserimento del nome di Don Angeli nel “Muro d’Onore” situato presso il Memoriale di Gerusalemme, si suggella quindi il giusto tributo a un personaggio che ha attraversato con coraggio, a prezzo anche della deportazione, un periodo buio della nostra storia.
NOTA BIOGRAFICA (a cura di E.Talà, Centro Studi Don Angeli)
Don Roberto Angeli (Schio 9 luglio 1913 – Livorno 26 maggio 1978) è una delle figure più luminose del Novecento toscano al pari di La Pira, don Lorenzo Milani, padre Ernesto Balducci, Arturo Paoli e don Giulio Facibeni: educatore, giornalista, fondatore a Livorno del Movimento dei Cristiano Sociali ha segnato con la sua opera non solo il periodo resistenziale ma anche quello della ricostruzione nella città di Livorno; coinvolto nell’opposizione al nazifascismo a motivo teologico ed evangelico si è prodigato a salvare ebrei livornesi e numerosi profughi (in particolare francesi) a costo della propria vita. Il 14 novembre 1943, nonostante un’ampia “Zona Nera” che racchiudeva tutta la citta’ di Livorno, comincio’ a prendersi cura inizialmente di ventiquattro ebrei- vecchi, donne, malati e altri profughi francesi terrorizzati e disperati che si erano rifugiati nell’Ospedalino israelitico. Don Angeli, per farli sfuggire da cattura certa da parte dei tedeschi, organizzò il trasferimento con un carretto pieno di tutto il necessario. Al numero 9 di via Micali, assieme agli ebrei clandestini, ne giunsero altri. Non mancarono mai viveri, medicine, documenti falsi. Persino un sacchetto di farina per preparare il pane azzimo per la Pesaq, nell’aprile 1944. Per tutto questo e per l’organizzazione concreta della sopravvivenza, aiutato dai giovani del Movimento de Cristiano Sociali e dai partigiani, venne catturato nel maggio del 1944 dalla Gestapo, portato per il primo interrogatorio a Firenze, nella famigerata Villa Triste, viene poi deportato a Fossoli, Gusen, Mauthausen e Dachau. La sua storia, nel libro “Vangelo nei Lager”- Un prete nella Resistenza (recentemente rieditato da Edizioni di Storia e Letteratura) è testimonianza evangelica, insegnamento per le giovani generazioni, provocazione a darsi agli altri in maniera incondizionata. Il 22 gennaio 1956, a Livorno, nei locali delle scuole israelitiche in via Fanciulli, alla presenza del rabbino capo Alberto Toaff riceve un attestato di riconoscenza per l’opera svolta durante le persecuzioni razziali a nome dell’ Unione dellevComunita’ Israelitiche di Italia. Oggi don Roberto Angeli è figura fondante del Progetto itinerante “Bene, gratitudine e memoria”, frutto dell’amicizia e della collaborazione tra Enrica Talà, teologa e responsabile del Centro Studi don Roberto Angeli di Livorno e don Luca Bandiera, tra comunità ebraiche italiane e diocesi italiane, volto a presentare e far conoscere i sacerdoti, che nel 1943-1944, rischiarono la propria vita per salvare altre vite.
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