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Falsificano bilanci: sequestrato un ufficio a due imprenditori

Secondo gli inquirenti una volta depositato il bilancio, che indicava falsamente un attivo pari a “zero”, hanno poi cancellato la società dal registro delle imprese, nel tentativo di eludere i tentativi di esazione da parte del Erario

Venerdì 16 Marzo 2018 — 09:38

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Livorno hanno eseguito, nei giorni scorsi, un decreto – emesso dal Gip del tribunale Fabrizio Nicoletti – di sequestro preventivo di un appartamento, ad uso ufficio, nel centro di Livorno, del valore di mercato di oltre 300.000 euro, nei confronti di due imprenditori, entrambi residenti nel capoluogo labronico, indagati per i reati di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e falso in bilancio.

I due soggetti, gestori di una società di capitali operante da molti anni nel settore dei servizi portuali, avevano accumulato ingenti debiti con il Fisco, omettendo di pagare le imposte sui redditi e l’Iva, sino ad assommare ruoli emessi, a carico della società, per oltre un milione di euro.

Consapevoli di non riuscire a corrispondere quanto dovuto all’amministrazione finanziaria, i due imprenditori hanno effettuato una serie di atti fraudolenti finalizzati a rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva dell’Erario: dopo aver posto in liquidazione la società, ne falsificavano il bilancio omettendo di indicare, tra le immobilizzazioni materiali, il mantenimento della proprietà dell’immobile – ora sequestrato, su richiesta del pm Massimo Mannucci, in quanto dolosamente non destinato a soddisfare i debiti erariali – e cedevano “di fatto” i restanti beni aziendali ad un’altra società, senza far risultare alcun corrispettivo a titolo di affitto o cessione.

Una volta depositato il bilancio che indicava falsamente un attivo pari a “zero”, hanno poi cancellato la società dal registro delle imprese, nel tentativo di eludere i tentativi di esazione da parte del Erario e far, dunque, perdere le proprie tracce.

Gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, attraverso un’articolata analisi delle dinamiche aziendali condotta a ritroso sino all’anno 2000, hanno ricostruito il reale operato dell’impresa ed evidenziato il comportamento teso a far scomparire i beni sui quali il Fisco avrebbe legittimamente potuto rivalersi.

 

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