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Ghiomelli, il ricordo del figlio: “Babbo è entrato nella tradizione della città con il suo Villaggio di Natale”

Riccardo Ghiomelli ricorda, affidando le sue parole a QuiLivorno.it, il padre Ennio: "Era testardo, coriaceo. Non lo spostavi dalle sue passioni, dal suo modo di vedere le cose. Portava avanti i suoi pensieri le sue idee senza mai mollare di un centimetro"

Mercoledì 23 Dicembre 2020 — 10:47

di Giacomo Niccolini

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"Anche all'età di 87 anni prendeva la sua bicicletta e da Banditella veniva a trovarci tutti i giorni a Porta a Terra. Anche martedì mattina era venuto in negozio per dare le sue dritte"

“Ho pensato molto a quello che ha fatto babbo. E mi ha fatto veramente impressione capire come sia entrato di diritto nella tradizione della nostra città inventando dal niente, negli anni Settanta, il Villaggio di Natale“. A parlare è un commosso Riccardo Ghiomelli (che ringraziamo per la consueta disponibilità e umanità espressa anche in un momento di dolore immenso come questo, fornendo un ricordo del padre e permettendoci di utilizzare la sua foto tratta dal profilo Facebook) che, a poche ore dalla tragedia che ha colpito la sua famiglia, racconta tramite QuiLivorno.it chi era per lui Ennio Ghiomelli, fondatore del Ghiomelli Garden e creatore dell’ormai famosissimo Villaggio di Natale.
“Babbo era così, uno che non mollava mai. Anche all’età di 87 anni prendeva la sua bicicletta e da Banditella veniva a trovarci tutti i giorni a Porta a Terra. Anche ieri (martedì 22 dicembre, ndr) era venuto come sempre nel nostro negozio, aveva parlato con le commesse, aveva dato le sue dritte a me e a mia sorella Paola. Poi aveva preso di nuovo la sua bicicletta e si era avviato verso casa. Ed è proprio sulla strada del ritorno che, purtroppo, è avvenuto il tragico incidente”.
Riccardo non si ferma. “Mio padre era testardo, coriaceo. Non lo spostavi dalle sue passioni, dal suo modo di vedere le cose. Portava avanti i suoi pensieri e le sue idee senza mai mollare di un centimetro. Pensate che iniziò questo lavoro a 14 anni portando i fiori per l’attività dei suoi nonni. Aveva un sogno in testa e lo ha realizzato. Tanto di cappello ad un uomo del genere che ha sicuramente guadagnato in vita sua più in fama e riconoscenza che in soldi, passando notti insonni per un lavoro che per lui era una passione vera”.
Un ringraziamento poi a tutti gli amici e le persone che si sono strette alla sua famiglia. “E’ stato un anno molto difficile per noi – commenta Riccardo Ghiomelli – e quello che ci riscalda il cuore è vedere tutto l’affetto, l’amore delle persone che hanno detto magari anche solo una parola, si sono fatte vive e ci hanno abbracciato se pur virtualmente. Un affetto tangibile che non dimenticherò mai e che sicuramente scalda il cuore. Leggendo i tanti commenti la cosa che mi ha fatto più piacere  senza dubbio è stata quella di aver visto il nostro nome, Ghiomelli, associato alle tradizioni della nostra città come il ponce e il cinque e cinque per esempio. E di questo dobbiamo sicuramente dire grazie al mio babbo Ennio”.
A Riccardo, Paola e alla famiglia tutta giungano le più sentite condoglianze da parte di tutta la redazione di QuiLivorno.it. 

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