Giuseppe, 24 defibrillatori donati alla città dopo la scomparsa del fratello
Marco Chericoni nella foto inviata dal fratello che ringraziamo per la disponibilità
"Nel tempo ho conosciuto un sacco di bella gente, gente vera, che non ha bisogno di riconoscenza ma di un sorriso. Ringrazio la Svs per il supporto”. Dopo la scomparsa del fratello, Giuseppe ha iniziato un percorso fatto di solidarietà e impegno civile: oggi i dispositivi salva vita donati sono 24 (l'ultimo nei giorni scorsi al The Cage insieme ad Appartenenza Labronica) e sono tutti, grazie al figlio, consultabili in una mappa su Google Maps
Una tragedia personale può cambiare per sempre il corso di una vita. Per Giuseppe Chericoni quel momento, purtroppo, arriva nel 1989 quando perde il fratello Marco colpito da un infarto a soli 34 anni. È da lì che prende forma, nel tempo, un percorso fatto di solidarietà, impegno civile e attenzione concreta verso gli altri. “Inizialmente organizzavamo con i colleghi di lavoro iniziative per raccogliere fondi da destinare alla beneficenza”, racconta. Nascono così le prime collaborazioni a sostegno di associazioni come AGBALT, ADMO e altre realtà del territorio. Col tempo, quell’impegno evolve. Un altro evento tragico, la morte del calciatore Piermario Morosini, segna una svolta importante: Chericoni decide di dedicarsi alla diffusione dei defibrillatori e, soprattutto, alla formazione delle persone per il loro utilizzo. “Non basta installarli – sottolinea – bisogna insegnare alla gente come usarli”. Oggi, a Livorno, sono 24 i defibrillatori donati grazie al suo impegno. Alcuni si trovano lungo percorsi molto frequentati, come quello del running che tocca la Baracchina Bianca, La Vela e il Corsaro Verde. Altri sono stati installati in palestre, a Villa Fabbricotti – dove Chericoni ha donato anche una giostra inclusiva – e in diversi altri punti della città come mostra anche una mappa dedicata. Proprio per rendere questi strumenti ancora più accessibili, Giovanni insieme al figlio Luca ha realizzato una mappa su Google Maps che raccoglie tutti i defibrillatori da lui donati alla città di Livorno. L’ultimo defibrillatore donato è stato quello al The Cage insieme ad Appartenenza Labronica. Fondamentale, in questo percorso, il supporto della SVS, che non solo ha fornito i defibrillatori, ma ha spesso messo a disposizione personale qualificato per dimostrazioni pratiche sul loro utilizzo. “Senza di loro, molte di queste iniziative sarebbero state più difficili da realizzare”. Inoltre, negli ultimi anni, insieme al figlio e al gruppo Rico Running, ha avviato un’altra iniziativa solidale: la donazione di scarpe e materiale da running al Gruppo Autismo Filippide. Il filo conduttore resta sempre lo stesso: promuovere la cultura della prevenzione e il valore del volontariato. “Nel mio caso – conclude – è stata una causa-effetto che mi ha fatto conoscere un sacco di bella gente, gente vera, che non ha bisogno di riconoscenza ma di un sorriso. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che attraverso le raccolte fondi contribuiscono all’acquisto dei dispositivi salva vita”.
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