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Il polso delle imprese, seconda indagine CCIAA

213 le risposte che sono affluite dal 30 marzo al 14 aprile, proprio nel momento più drammatico della cosiddetta “fase 1”

Domenica 26 Aprile 2020 — 09:57

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La Camera di commercio della Maremma e del Tirreno ha misurato il polso alle imprese. Lo ha fatto con due successive indagini, l’ultima delle quali è stata resa nota alla Giunta nella riunione via web svoltasi alla vigilia del 25 aprile (in allegato in fondo all’articolo il documento). Un questionario da compilare online, anche per coloro che già avevano partecipato al primo: lo scopo era quello di rilevare quali bisogni segnalano le imprese e quali sono le principali criticità. 213 le risposte che sono affluite dal 30 marzo al 14 aprile, proprio nel momento più drammatico della cosiddetta “fase 1”: un periodo brevissimo in senso assoluto, ma molto lungo in tempi di pandemia. I tre quarti di chi ha risposto ha un’impresa che occupa da zero a cinque addetti, si parla quindi di microimprese, quelle che con ogni probabilità soffrono di più. La maggiore criticità segnalata è legata al deterioramento della liquidità aziendale, cui fa riscontro l’esigenza di accesso al credito e l’incremento di liquidità e cassa integrazione in deroga. “Quello che emerge è un vero e proprio grido di allarme delle imprese, a quasi due mesi dall’inizio della pandemia – spiega Riccardo Breda, presidente dell’Ente camerale, ma anche presidente dell’Unione regionale delle CCIAA e vicepresidente nazionale – Il problema della mancanza di liquidità, rispetto ai tanti interventi annunciati, non ha avuto le risposte attese: la difficoltà di accedere al credito è rimasta tale e quale. Questo dato emerge anche da analoghe indagini svolte da altre Camere di commercio sulle loro imprese”. “Cosa è necessario fare oggi? – continua Breda – Soprattutto semplificare e cioè sburocratizzare il percorso di accesso al credito, sia per i prestiti fino a 25mila euro che per quelli oltre. Occorre concretezza e non proclami. Se tutte le imprese in modo compatto lamentano un’esigenza, allora qualcosa di sbagliato deve esserci”.

“Preoccupa anche il percorso della cassa integrazione per i dipendenti, che fa seguito al calo drammatico di fatturato delle imprese, sia per la forzata inattività che in conseguenza di un indotto che è stato costretto a rallentare la produttività. Bisogna risolvere ora i problemi e cercare di creare i presupposti più adeguati sia per le imprese che per i lavoratori, per affrontare la cosiddetta “fase 2”, che ci preoccupa – afferma con forza il Presidente – Noi come Camera di commercio e come rappresentanti del mondo imprenditoriale abbiamo il polso della situazione, misuriamo la febbre delle attività economiche e sappiamo che i dati che emergono dalle nostre indagini sono drammaticamente reali”.

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