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Tre downbrust in cinque giorni, l’ultimo stanotte

Martedì 25 Agosto 2026 — 19:04

Foto Andrea Dani, che ringraziamo

Raffiche fino a 100-120 chilometri orari. Il meteorologo livornese Lorenzo Catania: "Quello di stanotte era un downburst in piena regola, così come quelli del 20 e 21 agosto". E alla base ci sarebbero un mare e un'atmosfera eccezionalmente caldi

Quello di stanotte a Livorno era un downburst in piena regola, così come lo erano stati quelli verificatisi nel pomeriggio del 20 agosto e al mattino del 21. In tutti e tre i casi, spiega il meteorologo livornese Lorenzo Catania, che ringraziamo per la disponibilità, si sono raggiunte raffiche di vento fino a 100-120 chilometri orari in città. Il downburst è l’effetto, in termini di vento, di un forte rovescio di acqua e grandine che impatta d’improvviso al suolo, schiacciando l’aria sottostante e soffiandola con forza verso l’esterno del temporale. Accade spesso soprattutto in casi di forte instabilità associata a vento poco intenso a quote maggiori di 3000-5000 metri. In questi casi i cumulonembi, le nuvole che producono le manifestazioni temporalesche, crescono dritti verso l’alto, senza essere piegati dal vento.

Di conseguenza, una volta che la corrente calda ascensionale che ha costruito l’ammasso nuvoloso si esaurisce con rapidità, tutto l’enorme contenuto di pioggia e grandine precipita al suolo, producendo infine il downburst. “È il fenomeno che fino ad un paio di decenni fa produceva di quando in quando la sfuriata di fine estate, quella che dava un primo colpo sonoro alla bella stagione. Negli ultimi anni, però, la frequenza è aumentata molto; tanto che, appunto, ne abbiamo avuti ben 3 in 5 giorni!”, spiega Catania. Il motivo è da ricercare in un mare e un’atmosfera eccessivamente caldi. La superficie marina raggiunge in questo periodo dell’anno il picco, con punte quest’anno di circa 30°C, 3-4 gradi oltre la normalità. Aumenta quindi la quantità di vapore acqueo a disposizione dell’atmosfera che, surriscaldata, ne può accogliere molta di più rispetto al solito. “Tanto vapore acqueo significa nuvole più grandi, più cariche di precipitazioni e, di conseguenza, nelle condizioni favorevoli ai downburst o comunque a piogge insistenti e stazionarie, maggiori rischi di danni dovuti a vento o accumuli eccessivi”, prosegue il meteorologo. “Questo, unito a terreni inizialmente inariditi, asciutti, ormai impermeabili, rende più probabili eventuali pericoli legati al fenomeno atmosferico e pertanto dovrebbe anche spingerci a stare più attenti alla nostra incolumità oltre che a seguire le allerte diramate dalla Protezione Civile”.

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