“Vi prego, restituitemi l’auto: devo proseguire il percorso di cura”
L'auto rubata a Monica
Il disperato appello di Monica dopo il furto. La donna utilizzava la vettura per raggiungere in autonomia l'ospedale Santa Chiara, dove periodicamente svolge terapie oncologiche, e recarsi al lavoro
Un furto che va ben oltre il valore di un’automobile. Per Monica, la sua macchina è un mezzo indispensabile per affrontare la quotidianità, raggiungere il posto di lavoro e, soprattutto, recarsi all’ospedale per le terapie oncologiche. Per questo, dopo aver scoperto che le era stata rubata, ha deciso di lanciare un appello pubblico a chiunque possa averla presa: “Vi chiedo di restituirla, ne ho davvero bisogno”. La vettura è stata parcheggiata il 3 novembre, intorno alle 20, in piazza XX Settembre. La mattina successiva, mercoledì, intorno alle 9, Monica è uscita per riprenderla e recarsi a un appuntamento. Ma dell’auto non c’era più traccia. Un’assenza che ha avuto conseguenze immediate: è stata costretta ad avvisare il medico che non sarebbe riuscita a presentarsi alla visita, un appuntamento importante che deve ripetere periodicamente anche a causa dei problemi ai piedi legati alle terapie. Ma la preoccupazione più grande riguarda le cure. Monica deve recarsi all’ospedale Santa Chiara di Pisa per sottoporsi a terapie salvavita. Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 9 novembre, quando sarà accompagnata da una collega in pensione non avendo al momento la vettura. Nei mesi successivi dovrà inoltre affrontare controlli trimestrali, Tac, visite cardiologiche, controlli oncologici e altri monitoraggi. Senza la macchina, tutto diventa più complicato. Non si tratta soltanto di una questione di comodità o di organizzazione degli spostamenti: quell’automobile le serve per raggiungere le strutture sanitarie, proseguire il percorso di cura e anche per andare a lavorare, mantenendo una propria autonomia nella vita di tutti i giorni. “Per me la macchinina è l’indipendenza“, racconta Monica. Una frase che racchiude perfettamente il significato di quell’auto, soprattutto in un momento così delicato della sua vita. C’è poi un altro aspetto, per Monica tutt’altro che secondario. Quell’auto, pur essendo del 2010, ha un valore affettivo inestimabile: era appartenuta alla mamma, oggi scomparsa, che aveva scelto personalmente anche il colore. Un ricordo di famiglia al quale è profondamente legata.
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