Cerca nel quotidiano:


No alla violenza sulle donne, Provincia e Cisternino di arancione

All'interno della sede della Provincia è presente uno sportello (al piano terra) per aiutare le donne vittime di violenza, aperto il martedì e il giovedì dalle 15 alle 19

venerdì 23 novembre 2018 17:35

di Chiara Dhimgjini

Mediagallery

Si illumineranno di arancione, a partire dal tramonto di sabato 24 novembre, il Cisternino e il Palazzo Granducale per ricordare la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. La scelta della Provincia di Livorno è ricaduta proprio sul palazzo dove si riunisce la giunta provinciale perché sede dello Sportello del Centro di Ascolto antiviolenza della rete VIS della Provincia.
“Lo sportello VIS, Centro di ascolto antiviolenza, fornisce gratuitamente un sostengo alle persone vittime di maltrattamenti – racconta l’avvocato Cristina Cerrai (nella foto in pagina), consigliera provinciale di Parità – Nel momento in cui noi pensiamo che una donna subisca violenze, maltrattamenti gravi o lesioni, attiviamo delle misure atte ad eliminare questi pericoli. Lo sportello è aperto ogni martedì e giovedì dalle 15 alle 19“. Lo sportello infatti fornisce informazioni, accoglienza, orientamento legale, percorsi specialistici sul sostegno psicologico, informazioni sui diritti, trattamento integrato psicologico e psichiatrico e mediazione. In collaborazione con l’Ordine dei farmacisti di Livorno è nata l’idea di un punto di ascolto itinerante sul territorio collocato all’interno delle farmacie individuate come punti di intercettazione di una possibile violenza. All’interno di queste sarà possibile parlare con operatrici VIS ampliando così il servizio di sportello antiviolenza.

La Provincia ha inoltre aderito alla Carta dei Diritti della Bambina, ispirata alla carta dell’Onu sui diritti del fanciullo, il cui obiettivo è quello della tutela dei diritti delle donne fin dalla nascita. “La Provincia da sempre segue le questioni relative le pari opportunità e la valorizzazione della presenza della donna nella società – racconta Paola Meneganti, responsabile del Servizio Affari generali della Provincia – si fa promotrice di questi progetti perché riteniamo che le donne vittime di violenza debbano ritrovare una dimensione ed un autostima necessaria per andare avanti. Queste donne devono essere motivate nuovamente per farle cercare la forza di poter andare avanti”.

Riproduzione riservata ©

3 commenti

 
  1. # Gioia

    Va chiesto il braccialetto elettronico allo stalker che monitori i suoi spostamenti

  2. # Gianni Loiacono

    Giornata contro la violenza sulle donne sacrosanta. Ciò che però nessuno dice e io trovo incomprensibile, è che non si parla mai della violenza sugli uomini. Ci sono mariti che senza colpe (non sono violenti, non tradiscono la moglie, sono dediti alla famiglia, sono presenti etc…), si ritrovano, a seguito di una richiesta di separazione/divorzio della consorte, a dover pagare affitto, mutuo, alimenti, assegni vari, etc.; con il risultato che vanno in bancarotta e, oltre al danno la beffa, possono incontrare i propri figli solo una volta alla settimana e qualche weekend. Questa è pura inciviltà. Un fatto gravissimo. Quindi benissimo la giornata contro la violenza sulle donne (ci mancherebbe), ma se e solo se organizzata in concomitanza con la giornata contro la violenza istituzionalizzata sugli uomini.

    1. # Fabio

      parole sante. ne conosco diversi che dopo un divorzio senza colpa sono rovinati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di aver letto, ai sensi dell'art. 13 D.Lgs 196/2003 e degli art. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679, l'Informativa sulla Privacy e di autorizzare il trattamento dei miei dati personali.
Il commento e il nick name da lei inseriti potranno essere pubblicati solo previa lettura da parte della redazione. La redazione si riserva il diritto di non pubblicare o pubblicare moderandolo sia il commento che il nick name. Se acconsente prema il bottone qui sotto “commenta l’articolo”.