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Demografia d’impresa 2020, i dati della CCIAA

Nel 2020 il numero delle sedi d’impresa registrate nelle province di Grosseto e Livorno è “congelato”. Tutti i dati e il COMMENTO DEL PRESIDENTE BREDA

Venerdì 29 Gennaio 2021 — 12:14

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Dopo l’anno più drammatico dal secondo dopoguerra, la crisi economica scaturita dalla pandemia ha avuto e continua ad avere conseguenze nefaste sulle nostre imprese, oltre che ricadute sociali drammatiche ad oggi solo parzialmente prevedibili

Dal punto di vista meramente numerico, al momento il tessuto imprenditoriale locale sembra tenere l’impatto della crisi: a fine 2020 mostra gli stessi numeri che aveva dodici mesi prima in termini di sedi d’impresa registrate (61.889 unità) e addirittura un piccolo ma significativo incremento di unità locali (che arrivano a 15.949), soprattutto di quelle con sede fuori provincia (in fondo all’articolo i dati relativi alla Demografia d’impresa 2020 del Centro studi e servizi della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno). A prima vista tale andamento è quanto meno sorprendente, data l’assoluta incertezza che grava in generale sulla situazione non solo economica del nostro Paese e considerato che per il complesso delle imprese italiane e, soprattutto, toscane, si registrano arretramenti tendenziali. Osservando gli andamenti delle province toscane, i territori affacciati sul mare e storicamente dotati di una contenuta “vivacità” imprenditoriale (Livorno, Grosseto e Massa Carrara) mostrano una sostanziale tenuta nei numeri; a differenza di quanto accade altrove, soprattutto in quelle il cui capoluogo è nell’entroterra (Firenze, Arezzo, Lucca e Siena). L’anomalo andamento dei flussi turistici estivi, che ha premiato il turismo balneare di prossimità a scapito di quello delle città d’arte, potrebbe costituirne una pur parziale spiegazione. Ricordando lo “storico” ritardo con cui l’insieme delle imprese locali reagisce rispetto i territori di confronto, non è d’altro canto da escludere che nei trimestri a venire si verifichi anche nelle province di Livorno e Grosseto una flessione nel numero d’imprese presenti nel Registro della Camera di Commercio Maremma e Tirreno. Il 2020 si è poi caratterizzato per quello che abbiamo già definito un “congelamento” dell’attività imprenditoriale, che ha portato ad un numero di iscrizioni e cessazioni estremamente ridotto, il più basso della serie storica, culminato peraltro con un saldo solo lievemente negativo. In definitiva, chi aveva intenzione di creare una nuova impresa ha preferito aspettare, chi aveva intenzione di cessare un’attività imprenditoriale ha probabilmente atteso dapprima la “normalizzazione” della situazione sanitaria, confidando poi nei provvedimenti governativi di sostegno alle imprese o anche nella cessione della propria attività. Per quanto concerne i settori, si rileva una buona crescita dell’Alloggio e ristorazione e delle Costruzioni, una sostanziale tenuta dell’Agricoltura e del Manifatturiero ed una pesante flessione del Commercio, settore che, assieme alla Logistica, rappresenta un’eccezione in un terziario che mostra ancora una volta segni di crescita.

Il commento del presidente Riccardo Breda – “I dati ci offrono un’immagine di un territorio con un tessuto imprenditoriale in qualche modo “congelato”, e sotto molti punti di vista è normale, perché in una tale situazione di emergenza tutte le attività, anche le cessazioni, vengono rimandate alla “normalizzazione” della situazione sanitaria. Andando oltre i numeri è certo che il periodo di lockdown primaverile e le successive restrizioni all’attività di alcuni comparti lasceranno il sistema economico locale più fragile e le imprese con fatturati in calo e maggiori debiti rispetto all’immediato passato, costrette a rivedere i piani d’investimento e, in definitiva, dotate di una minore capacità di domandare lavoro. In questo momento credo però sia importante guardare anche altri numeri e fare altre riflessioni. In questi giorni sono stati presentati anche i dati relativi al progetto della Regione Toscana Invest in Tuscany, finalizzato all’attrazione di investimenti sul territorio toscano. I risultati di operazioni come questa sono importanti, dimostrando come questo genere di strumenti sia determinante in termini di innovazione, occupazione, rilancio economico. I nostri territori però possono fare molto di più di quanto ottenuto finora. Allora in questo caso vedo una grande responsabilità da parte delle Istituzioni, che in questa delicatissima fase non si possono più permettere di farsi sfuggire le occasioni e non remare nella stessa direzione. Abbiamo verificato anche noi in prima persona che spesso la prontezza per sfruttare le congiunture non c’è: lo scorso anno come promotori del Tavolo Si Grosseto va avanti avevamo chiesto, grazie anche alla collaborazione della Provincia di Grosseto, a tutte le Amministrazioni comunali di segnalarci luoghi e opportunità disponibili per investimenti, in modo da attivare un canale preferenziale proprio con Invest in Tuscany, dedicato alla nostra realtà: risultato? Hanno risposto solo due Comuni. Allora è evidente che in questo modo non è possibile pensare di saper programmare e reagire alla crisi come invece sarebbe necessario: quello che il mondo imprenditoriale chiede è che i Comuni sappiano fare squadra, se non con noi, con la Regione, dato che è difficile che singole Amministrazioni locali riescano a creare occasioni di investimento e attrazione di imprenditori da sole.  Non è il momento degli egoismi, è il momento di costruire insieme”.

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