Un manichino per salvare vite: “Sosteniamo la raccolta per Pediatria”
E' possibile donare online fin da ora e il 10 e 11 ottobre a Parco Levante dove è in programma una due giorni di sport e solidarietà tra test ride e dimostrazioni di primo soccorso. Il progetto “Un Dono per la Vita” punta a raccogliere 5.708 euro per acquistare un manichino "ad alta fedeltà" destinato alla formazione sulla rianimazione neonatale del personale sanitario. Il primario Danieli: "Ringrazio fin da ora, a nome di tutti, il cuore dei livornesi che vorranno sostenere l'acquisto"
Un progetto che mette insieme motociclismo e solidarietà con un obiettivo concreto: contribuire all’acquisto di un manichino avanzato destinato alla formazione sulle procedure di rianimazione e primo soccorso neonatale. Si chiama “Un dono per la vita” l’iniziativa promossa da Paolo Iovino insieme a Opes e a una rete di associazioni e realtà aziendali del territorio. La raccolta ha come traguardo 5.708,38 euro, cifra corrispondente al costo del presidio che verrà destinato al reparto di Pediatria dell’ospedale di Livorno. Il simulatore consentirà agli operatori sanitari di esercitarsi attraverso scenari realistici, perfezionando tecniche e procedure da utilizzare nelle emergenze che coinvolgono i neonati. Uno strumento pensato quindi non per l’attività clinica quotidiana, ma per la formazione e l’aggiornamento del personale, in situazioni nelle quali la tempestività e la corretta esecuzione delle manovre possono risultare determinanti.
L’evento al Parco Levante
Il momento centrale del progetto sarà rappresentato dalle due giornate in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre al Centro Commerciale Parco Levante. L’iniziativa coinvolgerà il mondo delle due ruote, associazioni, volontari e realtà del territorio, trasformando la raccolta fondi in una manifestazione aperta alla cittadinanza. Tra le attività principali ci saranno i test ride ufficiali organizzati con i concessionari motociclistici locali: BMW Motorrad con Birindelli e i modelli del gruppo Piaggio, Aprilia e Moto Guzzi con MotorTeam. Il programma entrerà nel vivo domenica 11 ottobre. Dalle 8.30 è previsto il check-in dei motociclisti partecipanti, che potranno effettuare una donazione ricevendo in cambio un braccialetto legato all’evento. Il programma proseguirà con i test ride, previsti dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16 nell’area esterna del centro commerciale. Alle 11 è previsto il momento istituzionale dedicato alla presentazione del progetto e alla donazione del manichino didattico al reparto di Pediatria. Seguiranno le fotografie ufficiali e, alle 12.15, l’aperitivo. Nel pomeriggio, dalle 13.30 alle 15.30, spazio alle famiglie all’interno della struttura e alla prosecuzione delle prove motociclistiche.
Una rete che coinvolge il territorio
Sul fronte dei sostenitori hanno aderito realtà come LivornoMotorHub, DiLiberti, MotorTeam, Vueffe Racing, Evotech e Birindelli BMW Motorrad Livorno. A queste si aggiunge una nutrita partecipazione del mondo delle due ruote: DTCS Academy, Moto Kacioclub, Associazione Sara Lenzi Pilota Ritorto, Associazione La Coppa dell’Olio, Vada Bikers del Tirreno, Gruppo Alcole, Motoclub Motorday I Cinghialotti, Motoclub Pontedera, Bikers Club Route 39, Vespa Club Livorno, Albo dei Motociclisti Sezione Toscana, Quelli del Porto Amici Sempre, Moto Cral AT Livorno, Road Runners 1983 Gang, 0586 Garage e Marinai Motociclisti. Inoltre, il progetto coinvolge anche diverse realtà associative del territorio: associazione scuola comandante Alfa, Creative Lab, OLTREMARE, Arena Astra, I Libecciati VIP Livorno, La Corte dei Miracoli e Xp Sport.
Il primario Danieli: “La formazione è fondamentale, quando ogni secondo può fare la differenza”
Il primario Roberto Danieli ha sottolineato l’importanza della donazione e, soprattutto, del ruolo che il nuovo manichino potrà avere nella formazione del personale. “Vi ringraziamo per questa donazione”, ha detto rivolgendosi a Paolo Iovino e a OPES Italia, spiegando che il dispositivo sarà utilizzato per l’addestramento alle procedure di rianimazione del neonato. “Il parto è normalmente un evento fisiologico, ma in una percentuale molto ridotta di casi può essere necessario intervenire per aiutare il neonato nella transizione dalla vita intrauterina a quella extrauterina”. Si tratta di situazioni non frequenti, ha evidenziato Danieli, nelle quali però i tempi di reazione sono estremamente stretti: “Il futuro di quel neonato in difficoltà risente degli interventi che vengono fatti nei primi dieci minuti”. Per questo, ha aggiunto, conoscere con precisione cosa fare, rispettare la corretta sequenza delle manovre e mantenere un adeguato livello di allenamento alla rianimazione rappresentano elementi fondamentali. Il manichino donato è un dispositivo ad alta fedeltà, progettato per riprodurre scenari molto vicini a quelli che possono verificarsi nella realtà. “Può essere inserito all’interno di scenari di rianimazione che ricalcano quasi integralmente quello che avviene normalmente”. Il simulatore permette inoltre di esercitare specifiche competenze tecniche: dall’intubazione del neonato al massaggio cardiaco, fino alla gestione di un accesso vascolare e alla somministrazione dei farmaci. “Il manichino è in grado di riprodurre quasi integralmente quello che farebbe un neonato normale”.
Il dottor Petracchi: “Così la simulazione permette di imparare dagli errori in un ambiente protetto”
Il dottor Petracchi ha spiegato anche come viene utilizzata concretamente la simulazione nella formazione del personale. “Siamo un gruppo nato nel 2017 e negli anni si è rafforzato sempre di più. Siamo animatori di simulazione e ci siamo formati al Centro di simulazione del Meyer, che collabora con il Boston Children’s Hospital negli Stati Uniti, dove questo tipo di metodologia è stato sviluppato”. Attualmente il gruppo è composto da tre pediatri, tre anestesiste e due infermiere, una proveniente dal pronto soccorso e una dall’area pediatrica. Il gruppo organizza con continuità, circa quattro-sei volte all’anno, sessioni di simulazione basate sulla metodologia CRM, acronimo di Crisis Resource Management, ovvero la gestione delle risorse nelle situazioni di crisi. “È una metodica che è stata mutuata dall’areonautica, un ambito nel quale chiaramente un errore non si può fare sul campo, ma deve essere studiato e affrontato prima”. Attraverso la simulazione vengono quindi costruiti scenari realistici nei quali gli operatori possono anche sbagliare, ma all’interno di un ambiente protetto, per poi analizzare quanto accaduto e individuare eventuali soluzioni. Gli scenari riproducono situazioni che possono realmente verificarsi, o che in alcuni casi sono già accadute, e coinvolgono normalmente piccoli gruppi di cinque o sei persone, cioè gli operatori che nella realtà sarebbero chiamati a gestire l’evento critico. La simulazione dura generalmente una decina di minuti, fino a circa dodici, ed è guidata dagli animatori. La giornata formativa si articola in tre momenti. “Prima c’è l’introduzione al CRM, che sottolinea l’importanza della comunicazione e dell’organizzazione dei ruoli”. All’interno del gruppo viene individuata una figura incaricata di guidare la squadra, l’event manager, mentre vengono affrontati gli aspetti legati alla comunicazione, alla gestione del gruppo e all’organizzazione dell’intervento. Segue quindi lo scenario di simulazione, realizzato dopo aver presentato gli spazi e il manichino ad alta fedeltà. Il dispositivo, pur non potendo riprodurre in ogni dettaglio un neonato reale, permette di simulare molte delle condizioni e delle procedure necessarie durante un’emergenza. Gli animatori contribuiscono a rendere lo scenario il più realistico possibile, ricostruendo le condizioni nelle quali gli operatori potrebbero trovarsi a intervenire realmente. La terza fase, che Petracchi definisce la più importante dell’intera giornata, è il debriefing. “È un’analisi di quello che è stato fatto durante lo scenario di simulazione e la fanno esattamente le stesse persone, ovviamente guidate da noi”. L’obiettivo è permettere agli operatori di individuare autonomamente ciò che ha funzionato, comprendere cosa potrebbe essere fatto diversamente e, soprattutto, arrivare a elaborare delle soluzioni concrete. Queste indicazioni vengono poi messe nero su bianco e possono tradursi in modifiche operative nella realtà. “A volte è successo che abbiamo cambiato la disposizione di alcune cose, abbiamo messo un telefono in maniera diversa oppure abbiamo modificato alcune procedure in base proprio a quello che veniva fuori dallo scenario”.
Come sostenere il progetto
Per contribuire alla raccolta è possibile effettuare una donazione sul posto l’11 e 12 settembre e anche online attraverso il link dedicato al progetto, oppure tramite bonifico bancario. L’obiettivo è raggiungere la cifra di 5.708,38 euro, necessaria per l’acquisto del manichino destinato alla formazione del personale sanitario.
Mentre per il bonifico è possibile utilizzare l’IBAN IT28O0303212801010000953010, indicando nella causale “Erogazione liberale per Un Dono per la Vita”. Gli organizzatori hanno previsto la rendicontazione delle somme raccolte e la pubblicazione dei risultati della campagna.
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