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Boom di visite al “Giardino Segreto” del Museo Ebraico

Sabato 16 Maggio 2026 — 20:17

Riqualificato grazie alla Comunità Ebraica e alla Fondazione Livorno, il nuovo spazio verde del Museo Yeshiva Marini unisce botanica biblica, cultura e spiritualità. In poche settimane già 130 studenti hanno partecipato alle visite guidate tra melograni, ulivi e tradizioni millenarie

C’è un luogo a Livorno dove la scienza botanica incontra la spiritualità millenaria, un piccolo polmone verde urbano che sta catturando l’attenzione dell’intera comunità e, in particolare, delle nuove generazioni. Si tratta del “Giardino Segreto” al Museo Ebraico Yeshiva Marini, recentemente inaugurato dopo un attento intervento di riqualificazione e restauro conservativo. Il progetto, promosso dalla Comunità Ebraica di Livorno, è stato realizzato grazie al fondamentale contributo della Fondazione Livorno, che ha creduto fortemente nel recupero di questo spazio di accoglienza, ideale per attività didattiche, incontri letterari e passeggiate contemplative.

Un viaggio nella botanica biblica

La vera particolarità del giardino risiede nel suo profondo legame con i testi sacri. Il restauro ha infatti rispettato e valorizzato la biodiversità preesistente, arricchendo lo spazio con nuove essenze che hanno un esplicito e aperto richiamo alla tradizione biblica. Passeggiando tra i vialetti ci si può imbattere in piante cariche di simbolismo come il melograno, la vite, il fico, il cedro, il mirto e l’olivo.

Ogni pianta è affiancata da speciali cartellini scientifici, simbolici e religiosi. Questo percorso facilitato permette di associare la scienza alla spiritualità, offrendo ai visitatori una comprensione profonda dei significati nascosti dietro a ogni singola foglia o germoglio.

“Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata. I tuoi germogli sono un giardino di melagrane…” (Dal Cantico dei Cantici, Ct 4,12-13)

Il boom di visite: le scuole scoprono le tradizioni millenarie

L’apertura del giardino ha suscitato un grandissimo interesse in città, diventando in pochi giorni una meta ambitissima per le scuole del territorio. I numeri parlano chiaro: solo negli ultimi 20 giorni, ben 130 studenti dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Bartolena” hanno visitato lo spazio. A guidare i ragazzi in questo viaggio nel tempo è stata la Dottoressa Gilda Vigoni (di Amaranta Servizi), che ha accompagnato gli alunni alla scoperta del significato di queste piante dalla tradizione millenaria. Un’esperienza educativa di alto valore, capace di coniugare il rispetto per l’ambiente e la sostenibilità con la storia culturale del territorio. Un altro elemento di grande fascino per i visitatori è l’area specificamente predisposta per ospitare la Sukkà. Ogni anno, durante la Festa delle Capanne, la struttura verrà allestita per far vivere a studenti e cittadini un’esperienza autentica di condivisione e immersione nelle tradizioni della Comunità Ebraica.

Un lavoro di squadra per la città

Il successo di questa riqualificazione è il frutto di un’eccellente sinergia tra diverse realtà locali. Accanto alla Fondazione Livorno e alla Comunità Ebraica, il restauro scientifico e la valorizzazione botanica sono stati curati da: Amaranta Servizi (con la Dottoressa Gilda Vigoni); La botanica Paola Spinelli; La ditta Eugenio Ciandri e Oasi del Verde per la realizzazione pratica; Costanza Lettieri con lo studio CODE Servizi Illustrati, che ha curato l’elegante identità visiva e la parte grafica del percorso. Il risultato non è solo un monumento alla biodiversità e alla cultura, ma un regalo alla città: un’area verde curata che, migliorando la qualità dell’aria, contribuisce concretamente al benessere psicofisico dei cittadini, dimostrando quanto la bellezza e la natura siano fondamentali nei nostri nuclei urbani.

 

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