Le Bartolena: “Grazie Igor, il tuo insegnamento resterà per sempre”
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Nel 2021 l’incontro con 350 studenti nell’ambito del progetto “Un calcio al razzismo e all’antisemitismo”. La scuola Bartolena ricorda le parole e i valori trasmessi da Igor Protti alle nuove generazioni
Il fischio finale è arrivato, ma l’eco di quella partita giocata fuori dal campo, a fianco dei più giovani, non si spegnerà. La dolorosa scomparsa di Igor Protti, si legge in un comunicato stampa, icona non solo sportiva ma anche umana della nostra città, ha colpito profondamente l’Istituto Comprensivo “G. Bartolena“. La terribile notizia ha riaperto immediatamente il cassetto dei ricordi della scuola, riportando alla mente dei docenti, della Dirigente e degli studenti un momento straordinario che ha segnato in modo indelebile la storia dell’Istituto. Bisogna tornare al 4 maggio del 2021. Nell’ambito del progetto “Un calcio al razzismo e all’antisemitismo”, Igor Protti – insieme al giornalista di Pagine Ebraiche Adam Smulevich – varcò i cancelli della scuola per incontrare ben 350 studenti nel campo davanti allo stadio Ardenza. Presenti il sindaco di Livorno Luca Salvetti, la vicesindaca Libera Camici, il presidente della Comunità ebraica Vittorio Mosseri e Roberto Rugiadi, figlio di Frida Misul sopravvissuta ad Auschwitz. Non fu un semplice incontro di facciata: per oltre tre ore, l’ex attaccante dialogò intensamente con i ragazzi. Gli alunni arrivavano a quell’appuntamento dopo un percorso durato un intero anno scolastico, durante il quale i docenti di diverse discipline avevano sviscerato e approfondito i temi del razzismo, dell’antisemitismo e del fair play. Trovare dall’altra parte un campione capace di mettersi a nudo e di ascoltare fu un dono immenso. Proprio in quel periodo della vita, lontano dalle luci dell’attività agonistica, Protti aveva scelto di dedicare il suo tempo più prezioso all’educazione delle nuove generazioni. Per lui, i veri valori dello sport non erano scritti sugli almanacchi, ma nella coscienza di ognuno: era convinto che un vero sportivo dovesse essere, prima di tutto, un “vero uomo”, capace di dialogare con tutti e di far emergere la parte migliore di ciascuno.
Durante quella mattinata memorabile, Protti lasciò ai ragazzi una testimonianza di altissimo valore civile, insistendo sul potere delle parole e delle intenzioni. Ai giovani che lo ascoltavano rapiti, spiegò che sul campo e nella vita bisogna scendere sempre con “sincerità e non violenza”. L’ex capocannoniere fece riflettere gli studenti sul peso del linguaggio, sottolineando come “dalla nostra bocca e dai nostri atteggiamenti non devono mai trasparire parole di odio, rancore o vendetta”. Al contrario, l’invito che Protti rivolse a quella platea di trecento ragazzi fu quello di guardare l’altro – sia esso l’avversario sul rettangolo di gioco o il compagno di classe che magari ci sta meno simpatico – con occhi diversi. Esortò tutti a utilizzare sempre “espressioni di rispetto, di stima e di incoraggiamento, soprattutto quando l’altro si trova in difficoltà”. Oggi che Igor ha concluso il suo viaggio terreno dopo una dura lotta contro la malattia, l’Istituto Bartolena vuole onorare quel legame. La Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria S. Oriti, insieme a tutto il corpo docente e agli studenti, desidera porgere alla famiglia le più vive e sentite condoglianze. A queste si unisce un ringraziamento immenso, per aver scritto insieme alla scuola una pagina di storia comunitaria che rimarrà per sempre un faro per i cittadini di domani. Grazie, Igor.
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