Cerca nel quotidiano:


Food Forest: l’autismo si combatte (anche) coltivando la terra

Giovedì 23 Marzo 2017 — 16:39

Mediagallery

Si chiama “Food Forest” il progetto approvato dalla Giunta Nogarin nei giorni scorsi, che nasce con lo scopo di contrastare la marginalità sociale, in particolare quella mentale. Le associazioni “Per Madre Terra” e “Livorno per Tutti”, promotrici dell’iniziativa, avranno dal Comune in concessione per 9 anni un terreno agricolo in via del Pino, fino a oggi inutilizzato, di circa 8 mila metri quadri, dove realizzeranno un’area verde produttiva.
La Food Forest è una coltivazione di vari prodotti agricoli che non richiede molta “cura” in quanto imita l’ecosistema di una foresta. Un sistema agricolo nel quale si coltivano piante da frutto, piante da legno, ortaggi, fiori, erbe medicinali, piante mellifere, in modo simile a quanto fa la natura in modo spontaneo.
“L’idea della due associazioni – spiega l’assessore Ina Dhimgjini – è stata quella di far convergere su un unico progetto di agricoltura sociale più progetti legati al sociosanitario, impiegando i soggetti in situazione di disagio, come per esempio i pazienti autistici in carico al Servizio ASL, in attività di coltivazione di frutti, ortaggi e molto altro per una produzione destinata agli scaffali dell’Emporio Solidale di Livorno. Personalmente trovo che sia una bellissima iniziativa, far lavorare 36 tra ragazzi e adulti per farli sentire ancora utili, rafforzando autostima e integrazione sociale, non può che trovare il pieno appoggio dell’Amministrazione. Oltre alle due associazioni promotrici ringrazio quindi anche l’ASL, l’associazione Autismo Livorno e l’Emporio Solidale”.
Food Forest, che al suo interno prevede anche un vero e proprio percorso di formazione per i futuri “coltivatori”, si sposa inoltre perfettamente alla filosofia di rivalutazione e utilizzo delle risorse locali a km zero, che è alla base di un altro progetto sostenuto dal Comune, quello del percorso partecipativo “Salute: Strategia Alimentare di Livorno,” elaborato insieme all’Università di Firenze. Entrambi hanno infatti l’obiettivo generale di realizzare una comunità locale agro-alimentare attiva, finalizzata anche a contrastare le particolari situazioni di disagio sociale e territoriale.

In allegato la scheda tecnica del progetto

Riproduzione riservata ©