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Piazza XX Settembre, inaugurato il monumento restaurato

Comune di Livorno e Soroptimist insieme nel recupero dell’importante bene artistico cittadino

sabato 01 dicembre 2018 13:25

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Sabato 1° dicembre, alle 10, è stata restituita alla città, completamente restaurata e ripulita da graffiti e scritte che ne deturpavano il basamento, la statua di Leopoldo II di Toscana collocata al centro di  piazza XX Settembre (foto in pagina di Simone Lanari).

Conosciuta dai livornesi come il “Canapone”, l’opera monumentale di Paolo Emilio Demi ( 1840 ca) è stata riportata al suo stato originario grazie agli interventi del Comune di Livorno e del Soroptimist International d’Italia (Club di Livorno) che hanno lavorato in sinergia nel progetto di restyling di questo bene artistico.

Il Comune è intervenuto nello specifico sulla parte del basamento – la parte caratterizzata da un maggiore degrado – che è stata deturpata non solo dagli agenti atmosferici ma soprattutto dai frequenti e ripetuti atti di vandalismo grafico, mentre il Soroptism è intervenuto più propriamente sulla statua per rimuoverne  la microflora e le incrostazioni che avevano annerito la superficie.

Oggi il marmo bianco della statua ha riacquistato il colore originario e nonostante Leopoldo II si presenti mutilato e con il naso rotto – dai moti insurrezionali del maggio 1849 quando i livornesi inferociti si abbatterono sulla statua del Granduca – è tornato a “risplendere” in mezzo alla piazza e a “raccontare” un pezzo di storia della città.

“Restaurare la statua del Canapone era uno degli obiettivi che mi ero prefissato per quest’anno – dichiara l’assessore alla Cultura Francesco Belais – vederlo pertanto oggi completamente restaurato e ripulito da scritte mi riempie di gioia. E questo grazie alla sinergia tra pubblico e privato che ci ha permesso di riunire le forze e di restituire alla città un’opera così importante della nostra storia, da troppi anni lasciata imbrattata e in stato di degrado. Ringrazio pertanto il Soroptimist per questo service di valorizzazione del nostro patrimonio e mi auguro che sempre più associazioni e club collaborino con il Comune nella tutela dei beni cittadini. Concludo con un appello, in particolare rivolto ai giovani: abbiate cura del patrimonio artistico della città, delle statue e dei  monumenti presenti nelle  strade e nelle piazze. Ci raccontano il nostro passato, le nostre origini, siate consapevoli del loro valore storico”.

Il Soroptimist International Club di Livorno, in occasione del 50°anniversario di fondazione, ha deciso di contribuire, in accordo con l’Amministrazione comunale, al restauro del monumento per restituire alla città un’opera di grande  valore artistico e storico e al tempo stesso di valorizzare una delle piazze più belle del centro cittadino. L’importo messo a disposizione dal Club di Livorno ammonta a 8.800 euro.

Attraverso la CER Coop di Firenze (un consorzio che raccoglie ditte specializzate in vari settori della conservazione dei beni culturali) è stato installato un ponteggio a piani con copertura a capanna e con telo in PVC resinato resistente ai raggi solari quindi si è proceduto al restauro della statua. L’intervento conservativo ha previsto la rimozione della microflora e dei depositi solfatici che deturpavano la superficie quindi la sigillatura di alcune fessurazioni e commettiture per impedire l’accesso dell’acqua all’interno del marmo degradato;  infine l’applicazione di un  protettivo (polisilossano) .

Rientra nello spirito del Club quello di contribuire alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio artistico cittadino. Si ricorda che negli anni passati il Soroptimist ha finanziato il restauro di altre opere scultoree: il Monumento sepolcrale delle 8 vittime degli austriaci di Pietro Gori situato all’interno del Cimitero de La Cigna e  la statua La Madre Educatrice di Paolo Emilio Demi che si trova all’interno della Biblioteca Labronica di Villa Fabbricotti.

Il Comune di Livorno ha provveduto al risanamento del  basamento del monumento per l’importo complessivo di 10.928,07 euro + Iva. Si è trattato della parte più degradata del complesso che presentava una superficie lapidea alquanto ammalorata sia per un biodeterioramento in atto, ovvero alghe e batteri insinuati nella porosità del materiale  e nei sottoquadri dei bassorilievi provocando diffusi annerimenti e “croste nere”, sia per la presenza di scritte a pennarello e a vernice spray  penetrati in profondità del marmo, specie sulle superfici più facilmente raggiungibili.

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13 commenti

 
  1. # uimmei

    già che c’erano potevano sistemare anche il pezzetto scantucciato alla base ( foto in basso a sinistra) e metterci una bella recinzione tipo 4 mori, sennò tra du giorni ci risiamo con le scritte

  2. # @dlblsn

    Ci andava messa la ringhiera come in piazza Cavour e piazza della repubblica.
    così è un invito a nozze per i vandali.

  3. # Paolo Marconi

    Ottimo lavoro….ma per renderlo sicuro e protetto ci vorrebbero le ringhiere come ai 4 mori!

  4. # Rosa Arienti

    Ottimo lavoro
    Una balaustra tipo quella di piazza repubblica sarebbe un deterrente per i vandali.

  5. # Andrea

    Ma le telecamere ci sono?
    Sennò abbiamo buttato via i soldi per niente!

  6. # Gabriele

    Secondo me i monumenti vanno vissuti, non possiamo metterli tutti in una teca perchè qualche imbecille ci scrive sopra. Dobbiamo lavorare per costruire una società in cui non ci siano vandalismi, non seppellirci di telecamere e controlli. I controlli sono sacrosanti, sia chiaro, ma non possiamo dipendere da loro.

    1. # Paolo58

      Scusi ma in mondo vive?

  7. # Hack

    E secondo voi una balaustra di mezzo metro e’ un deterrente per i vandali

    1. # uimmei

      un po’ si perché se la scavalchi lo fai proprio apposta; se c’è un minimo di protezione penso anche che daresti più valore al bene stesso

  8. # ANDREA

    Ringhiere si, ma elettriche…

  9. # freefree

    contiamo i giorni di quanto dura così

  10. # Libero

    Per proteggere il monumento da atti di vandalismo, basterebbe montare delle punte aguzze di metallo (rivolte verso la parte interna della ringhiera), applicate lungo il bordo della ringhiera stessa!!!

  11. # Stella

    Abito da quelle parti, sono contenta che il monumento sia finalmente bianco e pulito (una gioia per gli occhi!), ma sono contraria alle ringhiere… È piacevole sedersi sugli scalini, e magari star lì a godersi un po’il sole, e facendo così non si danneggia niente… Certo purtroppo mi sa che non durerà tanto, con le bande di “rimbriaiti” del sabato, che imperversano e vandalizzano tutto…! Un’unico appunto: ma già che c’erano non era possibile risistemare mani e naso? Ormai i moti del 1800 sono lontani!

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