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Al PalaMacchia è derby Pielle-Don Bosco

Servirà la miglior Pielle per battere un avversario che, probabilmente, ha raccolto fino ad oggi meno di quanto avrebbe realmente meritato

Sabato 7 Dicembre 2019 — 10:32

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Punto primo: guai fidarsi della Pallacanestro Don Bosco e del suo talento, ma questo vale un po’ per tutti. Seconda regola: guai fidarsi del Don Bosco, specialmente se si tratta di un derby. Una squadra, una società, che coach Andrea Da Prato conosce come le sue tasche e che sa benissimo quanto possa tornare indigesta, se lasciata libera di giocare (palla a due domenica alle 18).

Un derby – presentato giovedì sera in conferenza stampa – che per la Pielle Livorno significa tantissimo, nel tentativo di dare continuità di risultati, dopo la bella affermazione di sette giorni fa contro Valdisieve, e rimanere attaccata al treno delle grandi. Nessun problema di formazione in casa biancoazzurra, salvo qualche malanno di stagione che, tuttavia, non dovrebbe incidere sulla presenza o meno a referto di nessun protagonista.

Detto questo, attenzione dunque al Don Bosco: una formazione, sì giovanissima, ma imbottita di meravigliosi talenti, ragazzi futuribili reclutati in lungo e in largo per l’Italia (e non solo), vedi Onojaife e Kuuba, entrambi cardini delle loro nazionali Under 16 (Italia ed Estonia). Una squadra che ha raccolto in 11 partite 4 punti in trasferta, sfiorando addirittura lo sgambetto as Arezzo. Unico elemento Senior è la guardia Mencherini, scuola Pallacanestro Empoli, lo scorso anno a Fabriano in B e capocannoniere dei labronici. Altro elemento fuori sopra i 20 anni è il play Creati, già in B con il Don Bosco a soli 16 anni. Il resto della truppa è nata nel terzo millennio, a cominciare dai cecchini Bechi ed Ense.
Morale della storia, servirà la miglior Pielle per battere un avversario che, probabilmente, ha raccolto fino ad oggi meno di quanto avrebbe realmente meritato.

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