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Dragonboat, le Bimbe in Rosa protagoniste di una gara internazionale

Giovedì 7 Luglio 2022 — 10:40

Da venerdì 8 a domenica 10 luglio saranno presenti alla seconda edizione del Dragon Boat Pink Festival Italy di Torino. Simona, una delle atlete: "A prescindere da quale sarà il risultato tutte noi sappiamo di aver già vinto"

di Giulia Bellaveglia

Bimbe in Rosa è un progetto del Canoa Club Livorno nato nel 2018 sulla scia del fenomeno delle Pink Lady, conosciute in tutto il mondo. Lo scopo è uno, semplice e di grande importanza. Sostenere tutte quelle donne che hanno affrontato, o stanno affrontando, la terribile situazione di un tumore al seno. Come? Attraverso il canottaggio con pagaia su dragonboat. Si potrebbe pensare ad un gruppo di amiche che praticano attività fisica per stare insieme. E invece no, queste donne, già delle combattenti, hanno voglia di combattere ancora, tanto che da venerdì 8 a domenica 10 luglio saranno impegnate nel Dragon Boat Pink Festival Italy, una vera e propria gara di stampo internazionale, giunta alla seconda edizione, che avrà luogo a Torino. “Dopo una brutta malattia, in un periodo molto triste della mia vita, circa sette mesi fa ho incontrato queste ragazze – racconta Simona, una delle atlete – Quello che facciamo è semplice, voghiamo con due tipologie di imbarcazioni, una da 20 e una da 10 remi e non tutte sono vittime della brutta esperienza, semplicemente ci sono vicine. Sono barche molto grandi e stabili, capaci di accogliere un numero elevato di persone per un’imbarcazione, proprio quello che serviva ad incentivare lo spirito. Non mi sarei mai aspettata di arrivare a partecipare ad un evento internazionale, è la mia prima esperienza e mi fa molto piacere a prescindere da quale sarà il risultato. Tutte noi sappiamo di aver già vinto, non abbiamo bisogno di gareggiare con nessuno”. A guidarle è l’allenatrice Ilenia. “Una persona d’oro, con la nostra stessa storia – prosegue Simona – Quanto lei ha creato dimostra a tante che pensano di combattere da sole, che ci sono invece altre persone come loro pronte a dare una mano. Tante spesso non si ritengono più donne, far parte di un gruppo, socializzare, stare insieme le aiuta in questo senso. Ho visto molte di loro essere cupe, buie e dopo pochi giorni sorridenti. Un invito per comprendere insieme che una via d’uscita c’è, esiste”.

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