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Salvetti premia De Raffaele e lancia la Notte Bianca dello sport

Giovedì 27 Giugno 2019 — 18:45

Il tecnico livornese onorato per il premio: "E' bello essere premiato a casa tua. Se vinco il terzo scudetto? Vado a piedi a Montenero". E il sindaco annuncia la cerimonia di consegna anche per Massimiliano Allegri

“Una notte bianca dedicata solo allo sport”. E’ quanto ha dichiarato il sindaco Salvetti, il 27 giugno, in occasione della premiazione in Comune (clicca qui per rivedere la nostra diretta Fb) di Walter De Raffaele (clicca qui per l’intervista in esclusiva), il tecnico della Reyer Venezia, vincitore dello scudetto 2019. E’ il secondo successo, in 4 anni di panchina veneziana, per De Raffaele. “Il terzo, quando sarà, lo festeggerò andando a piedi a Montenero“, ha scherzato il tecnico livornese che per questo suo “bis” in terra lagunare ha scelto, come fioretto, di andare a piedi alla basilica di Sant’Antonio a Padova. Il sindaco non ha celato la sua emozione e la sua felicità nell’elargire una pergamena di riconoscimento all’allenatore appena scudettato. “Mi piacerebbe – ha aggiunto il primo cittadino – viste le numerose eccellenze dello sport livornese, dedicare una Notte Bianca allo sport dove vi possa essere la possibilità di avvicinarsi a tutti gli sport cittadini con testimonial d’eccezione e di prestigio. Per il basket mi piacerebbe fosse proprio De Raffaele che, con l’occasione, invito ufficialmente e opziono già per il prossimo anno”.
Sulla pergamena una bella frase di riconoscimento vera: “Il sindaco a Walter De Raffaele, Allenatore con la A maiuscola, livornese doc, con la passione per i canestri. Motivatore di uomini e profondo conoscitore delle regole non scritte del basket. Livorno rende omaggio al coach labronico per le sue eccezionali doti tecniche“.
Lo stesso Walter De Raffaele non ha celato una certa commozione nel ricevere questo premio che due anni fa, nelle stesse condizioni, non gli venne riconosciuto dalla passata giunta. “Ringrazio il sindaco e soprattutto l’amico Luca – ha detto De Raffaele al microfono – In tanti sanno quanto io ci tenessi ad essere qui. E’ la prima volta infatti che vengo invitato qui in Comune nonostante i due scudetti vinti. E’ una cosa a cui, da livornese, tenevo molto perché il senso di appartenenza è profondo. Alla fine puoi stare ovunque ma Livorno è casa tua. E non è un caso che oggi, in questa sala, ci sia tutta la famiglia. Voglio ringraziare, non tanto perché mi interessino i riconoscimenti, o la fama ma perché credo che dentro di me ci sia sempre forte il desiderio e l’orgoglio di portare avanti il nome di Livorno. E vi garantisco che in giro questa cosa è molto riconosciuta perché tutti mi dicono: ma quanti livornesi siete? Io spero che queste vittorie possano essere una spinta per questa città. L’unico rammarico è che spesso siamo profeti non in patria. Il mio desiderio personale, fra X anni magari, sarebbe quello magari di poter rendere a Livorno quello che ho avuto da Livorno a livello sportivo. Questo riconoscimento mi rende particolarmente orgoglioso perché quando vado in giro Livorno è sempre prima di tutto“.
Salvetti ha poi concluso dicendo che ci sarà spazio anche per Massimiliano Allegri, invitato intorno alla metà di luglio a Palazzo Civico, per poter ricevere lo stesso riconoscimento dato a De Raffaele in questa occasione come allenatore tricolore della Juventus.
Presente alla cerimonia anche il consigliere regionale del Pd, Francesco Gazzetti, e il delegato provinciale del Coni di Livorno, Giovanni Giannone, il quale non ha mancato di ricordare l’importanza e la caratura dei tecnici livornesi di qualsiasi sport.
Non è mancata poi la domanda, da giornalista qual è, del sindaco Salvetti a De Raffaele: “Quanto ti manca una Livorno in serie A?
“Mi manca come l’aria – ha risposto immediatamente De Raffaele – Noi a Venezia stiamo parlando di un palazzetto da 3500 posti dove manca l’aria condizionata e non ci fanno fare un palazzo nuovo nonostante ci siano risorse e terreni giusti. Ma la burocrazia non lo fa fare. Per gara sette abbiamo avuto richieste per 12mila biglietti. Qui a Livorno c’è un palazzetto da novemila posti, cultura sportiva, storia sportiva… ed eccoci qua. Io avevo proposto di fare qualche partita qua a Livorno. Mi manca tantissimo. Credo che sia veramente un peccato. E l’in bocca al lupo che avevo fatto al sindaco è proprio per questo. Nella speranza che si possa far qualcosa. Vendendo nel modo giusto lo sport credo che possa essere un marketing di traino per tante altre situazioni. Quello che è mancato a Livorno sono state le persone, le facce giuste e la serietà. Dal momento in cui sei credibile allora puoi andare a chiedere. Se non sei credibile, chiedi una volta e non ti viene più dato”.

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