Baseball, serie B. I Mori ancora a picco, altri 2 ko al “Sisi”: ma guai a mollare!
Due ko contro gli Etruscan Fighters complicano la corsa salvezza degli amaranto, ma il campionato è ancora aperto: domenica prossima al “Sisi” arriva Colorno in uno scontro diretto che vale già una fetta di stagione tra orgoglio, memoria e voglia di reagire base dopo base
Non è finita finché non è finita. Un vecchio adagio ben conosciuto dagli amanti del baseball mondiale. Perché a dirlo è stato proprio un mito del batti e corri che non ha età: Yogi Berra. Ed è quello che ci sentiamo di dire ai ragazzi del Livorno Baseball 1948 usciti a testa bassa dal diamante dopo il doppio ko subito sul diamante di Banditella contro i giovani e bravi atleti dell’Healt and Performance-Etruscan Fighters, progetto maremmano legato alla città di Castiglion della Pescaia. Due sconfitte abbastanza nette arrivate per 12 a 7 (primo match del mattino) e per 5 a 1 (secondo incontro pomeridiano). Domenica amara dunque se si pensa che una delle due partite in programma era da portare a casa per pareggiare per lo meno i conti contro le due squadre su cui far la corsa: Colorno e Arezzo. Loro viaggiano con 2 vinte e 8 perse, gli amaranto con una sola vittoria e 9 sconfitte. Ultimi. Ed è normale che il giramento salga. Che a fine partita non ci sia un sorriso. Ma adesso è arrivato anche il momento di resettare mentalmente tutto. E reagire solo come un livornese sa fare. Adesso in programma ci sono due giornate fondamentali che chiuderanno il girone di andata. Niente è perduto. L’obiettivo è e rimane la salvezza, ergo… evitare l’ultima piazza. Fattibile. Possibile. Alla portata di un gruppo che è il giusto mix tra giovani e senatori. I Mori, ricordiamocelo, non muoiono mai. Soggiogati, incatenati, offesi, bistrattati ma mai domi. E tutto parte dall’atteggiamento. Tutto parte dall’allenamento. E dalla testa. Tutto parte dall’esser gruppo e giocare per il nome che c’è davanti alla casacca e non per il numero dietro. Giocare per il nome che campeggia su quello stadio di via Sommati che molti di quei “bimbi” forse non hanno mai conosciuto ma che ha permesso a tutti di essere su questo magnifico diamante fatto di terra rossa ed emozioni: Alfredo Sisi. Il fondatore. The founder. Uno che nel 1948, dopo aver giocato a mani nude e rubato le palline che finivano in fondo al campetto dei soldati americani e dopo aver tradotto The Official Rules of Baseball decise di dare vita a un sogno che a distanza di 78 anni portiamo avanti con fierezza. Bene. Partiamo da qui. Da chi ci ha creduto 78 anni fa. E da chi continua a farlo portando in campo una casacca amaranto e un nome che con fatica ma con costanza si è ritagliato il giusto spazio nel panorama italiano. Livorno non muore mai. Niente è regalato quindi… si combatte base dopo base finché non è finita. Perché, altro adagio famoso nel baseball, i punti si fanno con due out.
Ed ora un rapido occhio ai due match.
Il Livorno parte male sin dal primo inning. Max “The Wise” Geri sul monte per Livorno, 4 punti per i maremmani. Tutti guadagnati. La reazione però c’è. E già nella parte bassa le mazze salmastrate rispondono con 2 punti segnati che, sommati al punticino della seconda ripresa, riportano Livorno a un tiro di schioppo: 4 a 3 grazie alle valide dei soliti noti: Saccà, Repetti e Fioravanti. L’attacco non molla. Il monte sembra reggere fino al sesto quando Geri è costretto a scendere. Sale Binelli ma la situazione non migliora. Gli Etruschi battono come Etruschi e girano sulle basi. In un amen ci si ritrova sul 12 a 3 con il rilievo finale Genovesi che prova a tamponare. L’attacco reagisce come può. All’ottavo una piccola riscossa con 3 punti segnati riavvicina i Mori che fino all’ultimo ci provano. Al nono un altro punticino ma è troppo poco: 12 a 7 e fine delle ostilità. Da segnalare l’esordio tra i “grandi” di Emanuele Ienna nel ruolo di ricevitore.
Secondo match in cui il nome del protagonista è uno solo: il giovane lanciatore degli Etruscan Fighters: Mattia Muscio, già nel mirino “azzurro” ci dicono, protagonista di una prova impeccabile: 5 riprese lanciate (massime consentite per limite di età), 2 sole valide subite e 10 strike out. La sua veloce è risultata troppo veloce per poter essere intercettata dai legni amaranto. Ma diciamo che era “tutto previsto”. Il programma era reggere l’urto per 5 inning e provare ad invertire la rotta una volta scesa la “stella” Etrusca. Sul monte amaranto lo straniero comunitario Gianni Alessandro Westphal Fonsesca che “tiene botta” per 8 inning concedendo 5 punti di cui 4 guadagnati con 9 strike out fatti ma con ben 11 valide subite, un pochino too much ma nel complesso una prestazione più che dignitosa. Ma se l’acquisto fortemente voluto dal presidente Lorenzo Martini per allungare il monte amaranto funziona, sto giro non funziona il box che non riesce neanche dopo Muscio a imprimere il ritmo giusto per trovare valide e punti. Niente da fare. Attacco floscio con popponi a rondemà e mazze che non si risvegliano neanche con il sacrificio di un pollo fritto (citazione dal mitico Major League). Così Jooboo non premia gli amaranto e decreta la sconfitta dei Mori per 5 a 1.
Adesso, come detto, non c’è tempo per musi lunghi e mugugni. Testa bassa e pedalare. Domenica 31 maggio occasione da non sprecare, sempre al Sisi di Banditella (doppio incontro ore 11 e ore 15 ad ingresso libero) contro i diretti avversari del Colorno. C’è da invertire la rotta. E il manager Alessandro Barbieri dovrà essere in grado di saper leggere il vento, cazzare bene la randa e veleggiare verso la spiaggia della salvezza. Perché adesso siamo senza dubbio ad un bivio. E come direbbe il saggio Yogi Berra… quando arrivi ad un bivio: prendilo!
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