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Coppa Italia, Farneti: “In quel tiro di Venucci c’è tutta la famiglia Pielle”

Lunedì 16 Marzo 2026 — 17:18

Nella foto di NOVI per QuiLivorno.it il presidente Francesco Farneti esulta sotto la curva abbracciato a un sorridente coach Turchetto

Il presidente biancoblù racconta a caldo l’impresa di Rimini: “Due giorni di emozioni incredibili. Questa vittoria nasce dalla sofferenza dell’estate e dalla voglia di riscatto che ci ha uniti”. E ora testa al campionato: “Latina partita fondamentale. Il play? Arriverà presto. Nel mirino, non è un segreto, c'è Traini"

di Giacomo Niccolini

L’urlo della Pielle attraversa direttamente i due mari. Dall’Adriatico al Tirreno in un amen. In un “ciuf”. Retina secca, nitida, pulita. E poi un oblio di gioia e goduria. Perché le sceneggiature delle finali di basket spesso sono scritte da dio. Con la D minuscola o maiuscola, a seconda dei gusti. Perché ci sono vittorie che restano negli almanacchi e altre che entrano direttamente nel cuore di una città. O per lo meno, sicuramente, della metà con il cuore tinto di biancoblu.
La Coppa Italia di Serie B Nazionale conquistata dalla Verodol CBD Pielle Livorno a Rimini appartiene alla seconda categoria: una di quelle storie che sembrano scritte per un film, con la tripla del capitano Venucci a quattro secondi dalla fine a sigillare un finale da leggenda.
Un trofeo che riporta a Livorno un titolo nazionale e che ha il volto di un uomo che, negli ultimi anni, ha legato il proprio nome ai momenti più significativi della pallacanestro cittadina: Francesco Farneti.
Lo “incontriamo” telefonicamente il giorno dopo l’impresa. La sua voce è ancora segnata dalle emozioni di un weekend irripetibile.
“Sono stati due giorni incredibili, davvero – racconta Farneti – Due partite tirate fino all’ultimo secondo. La semifinale e poi la finale. È stato il bello di soffrire per quaranta minuti e poi la goduria di vincere entrambe in quella maniera poi. Due giorni emotivamente veramente intensi. Da favola”.
Il presidente biancoblù parla di un’esperienza che resterà nella memoria di tutti. “È stata un’emozione unica. Quando vivi partite così intense e poi riesci a portarle a casa, è qualcosa che ti rimane dentro per sempre”. E poi c’è quel tiro, quello che ha deciso tutto.

“Quel canestro rappresenta tutta la Pielle” –  La tripla di Venucci, entrata a quattro secondi dalla sirena, è già diventata un’immagine simbolo. “In quel canestro – dice Farneti – c’è tutta la società Pielle di oggi. Quando parlo di società intendo tutti: giocatori, staff, dirigenti, tifosi. Tutta la famiglia Pielle“.

Una vittoria che nasce da lontano…
“Proprio così. È il frutto dell’impegno e anche della sofferenza di questa estate. Quando sembrava tutto finito e invece non abbiamo mollato. Alla fine siamo riusciti a iscriverci al campionato, abbiamo costruito una bella squadra e oggi ci godiamo questa soddisfazione”.

Lacrime, abbracci e un sogno diventato realtà. Come ha vissuto quei momenti finali?
“L’esplosione finale è stata qualcosa di indescrivibile. Abbiamo pianto tutti – racconta Farneti –. Io, i giocatori, i tifosi, mia moglie, i bambini. Anche lo staff, il medico, lo stesso Turchetto. È stato un momento di emozione pura”.

E il cavalier Costa lo ha sentito?
“Certo. A rendere ancora più speciale il successo c’è stata anche la presenza “a distanza” di Beppe Costa, collegato in video con la squadra negli spogliatoi. Abbiamo fatto una videochiamata a fine partita. Ci ha salutato e ha condiviso con noi la sua gioia. Sta legando tantissimo con la Pielle e poter vivere insieme queste soddisfazioni è bellissimo”.

Una vittoria condivisa con tutta la società – Farneti però tiene a sottolineare che il trionfo non è di una sola persona. Dietro il successo c’è una società che ha saputo compattarsi dopo mesi difficili. Il presidente parla apertamente della squadra dirigenziale che lo affianca. La Coppa Italia, spiega, nasce anche dalla «voglia di riscatto che ci ha unito quest’estate», un percorso condiviso con i soci della società e in particolare con il cavalier Costa, Elena Spinelli, Giulia Perni e Matteo Rossi, figure che hanno contribuito a costruire le basi della nuova Pielle.

Farneti e la storia del basket livornese – C’è anche un dato curioso che lo stesso presidente racconta quasi con pudore. Negli ultimi anni i trofei nazionali arrivati nel basket livornese portano tutti la sua firma dirigenziale. “Me lo hanno fatto notare ieri – sorride –. Ho avuto la fortuna di essere presidente in due momenti storici della pallacanestro livornese”.
Due trofei conquistati guidando due società diverse, a testimonianza di un percorso personale e sportivo tutt’altro che semplice.

Un percorso vittorioso spesso è fatto anche di momenti difficili, è così?
“È stata dura, soprattutto a livello personale. Però oggi vedere dove siamo arrivati ripaga di tutto. Oggi (lunedì 16 marzo, ndr) sono nuovamente nel Nord Italia per lavoro ma ieri sera sono voluto a tutti i costi tornare a casa da Rimini per tuffarmi nel bagno di folla dei tifosi, circa 200, che ci aspettavano al PalaMacchia per poterci abbracciare poter alzare la Coppa al cielo con noi. La festa con i tifosi è stata immediata e bellissima”.

Il tempo per godersi il trionfo è poco… domenica al PalaMacchia arriva un’altra pretendente alla vetta: Latina.
“Esatto. Adesso testa subito a Latina – avverte Farneti – È una partita fondamentale per il nostro cammino. Loro virtualmente sono al pari dei nostri punti quindi… sarà uno scontro durissimo. Il campionato resta l’obiettivo principale. Questa Coppa è solo l’antipasto. Il vero campionato comincerà da maggio con i playoff”.

Il mercato e la questione playmaker – In vista della fase decisiva della stagione la Pielle sta valutando anche un innesto nel reparto dei playmaker. “Stiamo guardando intorno – spiega il presidente – Non per escludere Bonacini, anzi, ci mancherebbe: lo aspettiamo per i playoff. Però serve completare il reparto e avere più rotazioni anche perché è un campionato molto fisico questo qua e dobbiamo prevedere eventuali acciacchi di fine stagione.

La deadline per i movimenti di mercato è vicina…
“Il termine è il 31 marzo. Tra i giocatori che seguiamo, ormai non è un mistero per nessuno, c’è anche Traini, ma vedremo come si evolverà la situazione”.

Il finale che sembrava scritto per un romanzo –  Resta però quell’ultima azione, quella tripla che ha fatto esplodere Rimini e chi da casa la stava guardando da Livorno. Una storia che Farneti racconta con un sorriso. “Sembrava un libro delle favole. In pochi secondi ho rivisto tante cose del passato, la tripla di Bargnesi prima e di Fratto dopo, le immagini che vanno a quei derby con la Libertas. Sembrava una maledizione. Poi quando è entrata quella palla… è stato tutto incredibile. Il nostro capitano è stato incredibile. E con quella tripla un finale da favola che ci ripaga di tante cose”.
Forse perché, in fondo, questa Coppa Italia racconta proprio questo: la storia di una squadra che non ha mai smesso di crederci, di una società che ha saputo rialzarsi nei momenti più difficili e di una città che, ancora una volta, si è ritrovata dietro ai suoi colori. E mentre la coppa brilla nelle mani della Pielle, la sensazione è che quella tripla non abbia chiuso una partita. Ma abbiamo appena aperto un nuovo capitolo della storia biancoblù.

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