De Raffaele torna in panchina. È lui il nuovo head coach di Cantù
Foto a cura dell'area comunicazione della Bertram Derthona Basket
De Raffaele è pronto, come sempre, ad una nuova ed entusiasmante sfida. Lui, il coach dei coach, livornese e fiero, colui capace di allenare gli ultimi 10 centimetri dell'anima dei suoi giocatori, è chiamato all'impresa: portare alla salvezza la storica società canturina
Sei c’è un fantasma nel tuo giardino chi chiamerai? Ghostbusters! Faceva pressappoco così l’iconica sigla del film degli acchiappafantasmi che negli anni ’80 scalò ogni vetta ed è rimasta nella testa di tutti fino a i nostri giorni. I fantasmi, la squadra di Cantù, li ha trovati nella classifica, sul parquet e anche in palestra ogni giorno dovendo affrontare un campionato tostissimo dopo una promozione esaltante dalla LegaDue ma che per il momento ha regalato pochi sorrisi e tante pillole amare con un ultimo posto e sei soli punti guadagnati in 15 gare disputate. Ma la serie A si sa è roba per cuori forti e l’ecocardiogramma della storica società canturina sembrava aver bisogno di un dottore bravo, o meglio, di un vero e proprio professionista. E allora ecco la domanda che ritorna… chi chiamerai? E la risposta era proprio qui, a portata di telefono a due passi dalla Terrazza Mascagni: Walter De Raffaele. Lui, figlio del mare labronico e del libeccio, che con ira funesta tanti lutti addusse agli achei della Serie A (parafrasando tomi ben più illustri quali l’Iliade, ci scuserete) combattendo qualche tempo addietro con la sua Reyer Venezia quando vinse tutto il vincibile compreso scudetto e coppe e con Tortona quando traghettò la squadra verso grandi prospettive facendo diventare grande il nome di Derthona. Bene, dopo un pit stop di qualche mese dove ha sondato molte alternative in ogni direzione e in ogni campo, ha finalmente scelto di rimettersi in pista con una piazza storica, una società illustre che cerca riscatto e che con Walter De Raffaele può trovare sicuramente terreno fertile per rialzare la testa e combattere per un posto che compete maggiormente al blasone di Cantù. De Raffaele è pronto, come sempre, ad una nuova ed entusiasmante sfida. Lui, il coach dei coach, livornese e fiero, colui capace di allenare gli ultimi 10 centimetri dell’anima dei suoi giocatori, è chiamato all’impresa. E ancora una volta non si è tirato indietro e ha deciso di riempirsi nuovamente le orecchie degli scricchiolii della scarpe sul parquet, dei cori della curva, degli applausi e dei fischi, di riabbracciare onori e sconfitte, di gonfiarsi gli occhi di lacrime di gioia e di asciugarsi il sale dal pianto. Perché non c’è niente di più bello. Perché non c’è niente di più puro. Perché qualcuno nasce per questo. E Walter, come direbbe Totò, “lo… nacque”. In bocca al lupo coach.
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