Gara-5, le pagelle. Turchetto è Doc Brown, Donzelli-Uomo Vitruviano e Mennella “anema e core”
La solidità geometrica di Donzelli, le triple incendiarie di Ebeling e la garra di una squadra che ha saputo soffrire contro la fisicità di Legnano. Chi ha brillato e chi ha faticato nel trionfo del PalaMacchia. E la bellezza estatica di coach Turchetto che mima al pubblico un commovente: "Non finisce qui"!
Il PalaMacchia non è un semplice impianto sportivo (clicca qui per il tabellino finale). È un’anomalia spazio-temporale in via Allende, un girone dantesco dove i termostati impazziscono, la gravità diventa un’opinione e il rumore assume una consistenza fisica. Gara-5 è il classico “Viaggio dell’Eroe” campbelliano: c’è la chiamata, c’è il baratro (quel 46-45 sulla sirena del secondo quarto che sapeva di doccia fredda in stile Psycho), e c’è la redenzione finale. Bella, piena, goduta e voluta. La Pielle non ha semplicemente vinto una partita a scacchi sporca e nervosa; ha rifiutato di far scorrere i titoli di coda. Lo dimostra coach Turchetto che nell’estasi collettiva finale, davanti al suo personale Wembley Stadium, saluta i tifosi sorridendo e mimando, alla Corrado, che “non finisce qui”…
Ed ora il pagellone di QuiLivorno.it tornato per la post season
Donzelli 8,5 – L’UOMO VITRUVIANO Se la perfezione geometrica avesse un volto sudato su un parquet di Serie B, stasera avrebbe i tratti di Daniel. 15 punti, 8 rimbalzi, 6/8 da due e una solidità strutturale che fa invidia alla Cupola del Brunelleschi. Quando la partita si è trasformata in una rissa da saloon western, lui era l’unico a sparare con la precisione di un cecchino svedese e a correggere sotto canestro l’impercettibile leggerezza dell’essere del “Ciuf”. Non ha costruito una partita, ha tirato su un impero. SALVATORE DELLA PATRIA
Ebeling 7,5 – IL TIRO SALVEZZA Il talento di Michele è come la valigetta di Pulp Fiction: tutti sanno che brilla, ma quando la apre acceca chiunque. I suoi 12 punti pesano tonnellate. Quella tripla senza ritmo nel quarto quarto, tirata dal nulla cosmico quando il pallone pesava come un blocco di granito di Stonehenge, è un clamoroso 20 naturale con un D20 su un Tiro Salvezza contro la paura. Come Gandalf che arriva all’alba del quinto giorno, ha portato la luce quando le tenebre stavano calando. Al quinto match, guarda ad Est (semi cit). STREGONE BIANCO
Mennella 8 – ANEMA E CORE Menzione speciale obbligatoria. Non solo per i 10 punti. Non solo per la tripla pesantissima del terzo quarto. Ma per l’anima. Per le mani sporche di partita. Per le palle rubate, i rimbalzi, le letture, le scorribande dentro una gara che sembrava voler scappare via. Marco è basket di strada travestito da playoff: gomiti, cuore e faccia tosta. Uno di quelli che sembrano usciti da un fumetto underground americano, tutto sudore e asfalto. Operaio del parquet, faccia da periferia cestistica, cuore enorme. Difesa ringhiante su Sodero nell’ultimo periodo. E quando lo scippa anche alla Ocean’s Eleven nel quarto periodo a sei dalla fine sul 72 a 68, cambia l’inerzia emotiva della partita. Monumentale senza bisogno della statua. RUSTY RYAN (e con questo gli abbiamo dato anche del Brad Pitt, seratona!)
Klyuchnyk 7 – IL KAIJU DEL PALAMACCHIA 14 punti e 7 rimbalzi per il gigante buono, che buono non è stato per niente. A tratti è sembrato faticare nelle geometrie asfissianti di Legnano, ma quella schiacciata devastante al 39′ ha letteralmente spostato l’asse terrestre di Livorno sud. Un mostro uscito direttamente da Pacific Rim che ha abbattuto l’ultimo baluardo di speranza lombarda. E alla fine fa 7/8 appoggiando tutto a canestro. GODZILLA
Venucci 7 – IL RISOLUTORE La serata del Capitano è stata un giro sulle montagne russe. Quella palla “sanguinosa” persa nel secondo quarto ha fatto tremare i polsi, ma Mattia è uno che ha visto cose che voi umani non potreste immaginarvi. Triple in fiamme al largo dei bastioni di Rimini a 4 secondi dalla fine e Coppe Italia che si alzano e mettiamoci anche i i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser, massì nel più ci sta il meno. Quando il gioco si è fatto duro, al 36′, ha tirato fuori dal cilindro una penetrazione impossibile sfidando le leggi della fisica quantistica. “Sono il signor Wolf, risolvo problemi”. HARVEY KEITEL
Gabrovsek 7 – IL CECCHINO MUSCOLOSO Non ruba l’occhio, non fa le smorfie a favore di telecamera, ma nel terzo quarto, quando l’inerzia sembrava scivolare via dalle mani, ha piantato due triple che sono state due coltellate chirurgiche. Lo sloveno ha l’eleganza fredda e pragmatica di un sicario nei film di John Woo. 9 punti, 8 rimbalzi e tanto, tantissimo lavoro sporco. E poi quanto ci fa star bene quando si va a prendere gli abbracci sotto la curva a fine gara e fa vedere quanto è fatto di marmo. Un uomo un fascio di muscoli. E anche stasera gli avversari ci hanno “rimbalzato” sopra! HITMAN
Lucarelli 6 – IL CARATTERISTA Piazza una tripla nel primo quarto che fa esplodere l’illusione della fuga (32-17) e mette in cascina 5 punti preziosi. Minuti di sostanza pura, come uno di quei grandissimi caratteristi di Hollywood che fa esattamente quello che gli chiede il copione garantendo che la scena regga. STEVE BUSCEMI
Savoldelli 5,5 – NOCCHIERO IN TEMPESTA Un solo punto a referto con quell’1/2 dalla lunetta nel primo quarto, ma è in cabina di regia che Nicola stasera deve sudare le proverbiali sette camicie. Prova a mettere ordine e regala anche un lampo di genialità pura al 12′, quando inventa un assist da terra per Donzelli stando sdraiato sul parquet, per poi scippare Cizauskas un minuto dopo. Il problema è che la difesa di Legnano ringhia su ogni linea di passaggio e gli toglie completamente l’aria: Nicola subisce la fisicità asfissiante dei lombardi, fatica a trovare i tempi giusti per far girare la squadra e commette anche un fallo in attacco evitabile che spezza il ritmo. Quando il mare si fa grosso, il suo timone stavolta va un po’ a colpi. BARBANERA
Alibegovic 5,5 – IL LATO OSCURO DELL’IMPETO Ci mette la solita foga (3 punti a referto), ma sbatte sistematicamente contro le maglie ruvide della difesa lombarda. Si intestardisce in un paio di giocate stile Lupo Solitario, perdendo palla in momenti delicati. Manca un po’ di zenit Jedi stasera: serve scorrere con la Forza, non forzarla. ANAKIN SKYWALKER
Leonzio 5 – IL MONTAGGIO ALTERNATO Non la sua serata più scintillante al tiro (6 punti, 2/5 dal campo), complice un nervosismo latente e un tecnico per flopping che gli sporca la fedina. Ha svestito i panni del bomber per provare quelli del regista (5 assist), ma la pellicola è venuta un po’ mossa, come un Christopher Nolan che sbaglia il montaggio di Tenet: idee presenti, ma realizzazione a singhiozzo. Serve ritrovare il fuoco nitido per la semifinale. CIAK SI RI-GIRA
Coach Turchetto 8,5 – THIS IS THE WAY Ha preparato una gara-5 psicologica prima ancora che tattica. Sapeva che non poteva andare tutto liscio e che Legnano è Die Hard. Dura a morire. E lo ha dimostrato rientrando dal -17 con la scioltezza di chi lustra e indossa i pattini sul lungo mare di Miami. Ma il “Turco” ha gestito i blackout, ha cavalcato l’onda dei gregari e ha lasciato briglie sciolte quando l’istinto doveva prevalere sulla lavagnetta. E poi, il finale. Sirena suonata, la squadra che esulta, il palazzo che trema. Lui si gira verso gli spalti, sguardo come chi trova il casello aperto per sciopero dopo 600 km di viaggio e indice alzato che fende l’aria a mimare un inequivocabile: “Non finisce qui. Si va avanti signori, si prosegue”. Un gesto alla Doc Brown di Ritorno al Futuro quando punta verso la strada che non c’è… ma che lui vede benissimo. Ha vinto la partita a scacchi e ha mandato un messaggio chiaro a Vigevano: la Pielle ha appena ingranato la marcia. Adesso serve arrivare a 88 miglia (cit.) GRANDE GIOVE!
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