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Presentati gli eventi di Aspettando la Barontini

Lunedì 25 Maggio 2026 — 15:04

Tour in battello (giovedì 28 maggio ore 18), degustazioni, arte e celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica. Il programma delle iniziative conferma ancora una volta la volontà del comitato organizzatore di trasformare la gara remiera in un momento di identità cittadina

di Giulia Bellaveglia

“Aspettando la Barontini 2026” significa già respirare il clima di una delle manifestazioni più sentite di Livorno, capace di unire sport, memoria popolare e voglia di stare insieme. Il programma delle iniziative che accompagneranno la città verso la gara remiera conferma ancora una volta la volontà del comitato organizzatore di trasformare la Coppa Barontini in un racconto collettivo fatto di immagini, incontri e tradizioni vissute sul mare e lungo i fossi del quartiere Venezia. Si parte giovedì 28 maggio (ore 18) con il tradizionale tour in battello insieme ai figuranti della Livornina e con la presentazione dei due “cenci”, simboli della competizione. Monica Bellandi, presidente del comitato organizzatore, ha sottolineato il valore inclusivo della manifestazione. “Quest’anno – dice – ci saranno ancora due cenci perché torna la competizione femminile. Il nostro obiettivo è avere un’inclusione totale, crediamo che il segreto della reale parità sia essere tutti insieme”. Le opere saranno firmate da Melania Vaiani per la sfida femminile e da Riccardo Ruberti per quella maschile. Il 4 giugno (ore 17.30) spazio invece a “La cantina in cantina”, degustazione itinerante tra le sezioni nautiche. A bordo saliranno i sommelier di Enoturistica, mentre la guida Francesca Sorrentino racconterà storia e identità delle cantine. “Livorno – prosegue Bellandi – non ha solo sfilate di nobili, ha la base di quello che siamo: una città commerciale e mercantile che lavora sul mare”. L’11 giugno (ore 18) sarà invece dedicato agli ottant’anni della Repubblica con la presentazione della pubblicazione illustrata da Tommaso Eppesteingher insieme a Istoreco. L’artista, autore anche del manifesto di “Aspettando la Barontini 2026”, ha spiegato di aver cercato di “evocare quel senso di festa, agonismo e dinamismo che questa gara trasmette. I colori rossi richiamano i fumogeni delle gare remiere e il ponte rappresenta il legame tra passato e presente”. “Non siamo qui a scimmiottare il passato – precisa Adriano Tramonti, coordinatore della Fondazione Lem -, ma a vivere il presente ricordandoci quello che è stato e quello che dovrà essere”. Tour a parte, gli eventi avranno luogo negli spazi della sede della Coppa Barontini in scali Del Ponte Di Marmo 1/3.

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