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Gli arbitri premiano i loro migliori fischietti. Regina della serata Maria Sole Ferrieri Caputi

Martedì 20 Dicembre 2022 — 22:15

Le foto della premiazione e della serata a cura di Filippo Ianda sono state gentilmente concesse dalla sezione A.I.A. Livorno Renato Baconcini. Nell'immagine principale da sinistra Maria Sole Ferrieri Caputi, Sara Foresi e Carina Vitualno

La sezione A.I.A. di Livorno, Renato Baconcini del presidente Marco Bolano ha premiato i migliori arbitri, assistenti e osservatori in circolazione. Protagonista della serata Maria Sole Ferrieri Caputi, premiata da Carina Vitulano e dal sindaco Salvetti, come prima donna che abbia mai arbitrato in serie A. Commozione per il ricordo del giovane collega Riccardo Pelagatti e per il suo esempio di vita

di Giacomo Niccolini

Responsabilità delle scelte. Un concetto cristallino ma di un peso umano a volte difficile da tollerare. E per farlo ci vuole tutta la capacità che solo determinati ruoli sanno affrontare. Uno di questi è quello delicatissimo, e fin troppo spesso contestatissimo, dell’arbitro. Un ruolo fondamentale in ogni sport e anche nel calcio dove ogni suo fischio può determinare l’andamento di qualsiasi risultato. Per questo serve equilibrio, umanità, preparazione e senso del dovere. Tutte qualità, oltre quelle prettamente tecniche di occhio per determinate situazioni, che hanno determinato l’assegnazione dei premi della sezione Renato Baconcini dell’A.I.A. di Livorno. Ad aprire la premiazione, lunedì 19 dicembre, nella splendida cornice del circolo tennis di Villa Lloyd della Uappala, è stato proprio il presidente Marco Bolano, alla guida della sezione dal settembre del 2021.
Ed è proprio per la stagione 2021-2022 che sono stati assegnati ben sette premi ad altrettanti appartenenti alla “Baconcini” tra arbitri, assistenti, consiglieri e osservatori che hanno meritato le attenzioni dei colleghi. Una serata dove non è mancata anche la commozione per i tanti valori messi sul “piatto” prima della cena degli auguri andata in scena in coda alla premiazione avvenuta davanti agli occhi attenti e presenti del sindaco di Livorno, Luca Salvetti, del direttore generale dell’Us Livorno Calcio, Igor Protti, del dirigente amaranto Marco Braccini, del presidente del Coni di Livorno Giovanni Giannone e dei delegati della Figc Toscana Bruno Perniconi e Paolo Pasqualetti.
Ma andiamo con ordine. Ecco i premi ricevuti. A vincere il premio “Evaristo Mucci” come miglior osservatore è stato Mirko Marcoaldi, premiato da Giorgio Niccolai.
Il premio “Gino Manno” all’arbitro non più giovanissimo distintosi per impegno e partecipazione è andato a Daniele Fidanza premiato da Andrea Nencini.
A vincere il premio “Felice Elis Mesuraca” come giovane arbitro distintosi a livello regionale è stata Sara Foresi, premiata da Gianluca Vuoto. L’ambito premio “Fulvio Cionini” andato all’arbitro regionale meglio distintosi nella stagione 2021-22 è stato assegnato a Lorenzo Chisari, premiato da Nedo Cionini.
La premiazione è proseguita assegnando il premio “Mario Cambi” al miglior arbitro regionale che ha meritato la promozione in D a Luca Rosini che è stato premiato da Paolo Braccini.
Momento di commozione quando ad essere assegnato è stato il premio Riccardo Pelagatti, dedicato al giovanissimo collega deceduto nel dicembre del 2018 a soli 32 anni a causa di una malattia che lo piegò soltanto dopo una storica lotta fatta sempre con il sorriso sulle labbra e con la consapevolezza di non dover mai mollare. Il premio a lui dedicato è una riconoscenza di cui lo stesso presidente, Marco Bolano, ha voluto insignire un consigliere davvero speciale, nonché ex presidente di sezione, come formatore arbitrale. Si tratta di Paolo Gargini che ha ricevuto la pergamena tra le lacrime per l’affetto ancora vivo e sincero nei confronti di un giovanissimo che, con il suo esempio, ha tracciato il solco nella sezione Baconcini.
È stata poi la volta dell’ospite d’onore. La ragazza che ha inorgoglito tutta Livorno e non solo con il suo primato di essere stato il primo fischietto donna ad arbitrare in serie A, guadagnandosi le copertine di tutta la stampa nazionale e non solo. Stiamo parlando di Maria Sole Ferrieri Caputi che ha ricevuto dalle mani e del sindaco e della sua mentore, Carina Vitulano, la pergamena e la medaglia per il premio nazionale “Quattro Mori”. Anche da parte di Maria Sole non sono mancate le parole per ricordare Riccardo Pelagatti, fiero e mai domo nella sua dignità anche nella malattia. “Per me è stato un esempio – ricorda Maria Sole Ferrieri Caputi al microfono subito dopo la premiazione – Mi ricordo quando si allenava tra una terapia e l’altra. Era sempre pronto a dare di più e a dare il massimo senza mai trovare alibi e scuse. Ed è questo che dico sempre a chi mi chiede un consiglio: mai trovare scuse e mai dire è troppo difficile. Dico sempre: te prova, te inizia a farlo. Non ci sono cose da rimandare ma cose da iniziare. E poi voglio dire una cosa a tutti i ragazzi che sono qui. Vorrei essere accolta sempre per quello che sono e non per quello che rappresento. Non come l’arbitro di serie A ma semplicemente come Sole, una di voi. Non peritatevi a chiamarmi per un consiglio, io ci sarò sempre”. Ci sono state parole toccanti anche per la donna che l’ha preceduta e dalla quale, la sera di lunedì 19 dicembre, ha ricevuto in mano il premio. “Di Carina posso solo dire che è stato un esempio in tutto, il mio mentore, la persona a cui ho sempre fatto riferimento per tutto. Senza di lei non sarei mai arrivata a questo punto Applausi scroscianti e standing ovation da parte della platea per una donna che ha dimostrato tantissimo e che continua a farlo semplicemente portando se stessa come esempio di dedizione e passione.

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