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Il Livorno Baseball cade due volte contro il Padule

Mercoledì 29 Aprile 2026 — 18:08

Sul monte di lancio Massimiliano "The Wise" Geri, lanciatore partente di gara 1 nonché pitching coach amaranto

Tra segnali incoraggianti in attacco e cali decisivi sul monte e in difesa, gli amaranto pagano a caro prezzo errori e blackout contro il Padule nei momenti chiave, rimandando il salto di qualità nonostante prestazioni a tratti convincenti

di Giacomo Niccolini

Una trasferta che lascia l’amaro in bocca quella del Livorno Baseball 1948 del manager Alessandro Barbieri sul diamante del Padule Sesto Fiorentino in serie B. Se in gara 1 i labronici sono rimasti in partita fino all’ultimo out, cedendo solo per troppe sbavature difensive, in gara 2 il copione è stato più crudele: un ottimo avvio amaranto con il muso avanti sul 3 a 2 al quinto inning, seguito da un blackout improvviso che ha spalancato le porte alla vittoria fiorentina.

Gara 1 – La prima sfida è stata un continuo botta e risposta. Il Livorno aveva accarezzato il sogno del colpaccio grazie a un quarto inning da 4 punti che aveva ribaltato lo svantaggio iniziale. Il protagonista assoluto nel box è stato Flavio Repetti, capace di spingere a casa ben 3 RBI, supportato dalle 3 valide di Dario Lomi.

Tuttavia, la difesa livornese ha “tradito” il partente Massimiliano “The Wise” Geri, che nonostante una gara solida da 8 riprese lanciate ha dovuto incassare 4 punti non guadagnati a causa dei 5 errori del diamante labronico. Dall’altra parte, il pitcher del Padule, Vassallo, ha sigillato il match con 10 strikeout, fissando il punteggio sull’8-6.

Gara 2 – Il crollo dopo il quinto inning – Nella seconda partita, il Livorno sembrava aver imparato la lezione. Fino a metà gara, il tabellone recitava 3-2 per gli amaranto, grazie a una prova magistrale sul monte di Jacopo Binelli (solo 2 punti concessi in 5 riprese). L’attacco girava bene con le valide di Alessandro Repetti, Lomi e Stefano Trocar.

Poi, improvvisamente, si è spenta la luce. Tra il sesto e l’ottavo inning il Padule ha scatenato l’inferno nel box di battuta, mettendo a segno un parziale devastante di 11 punti. I rilievi livornesi (Genovesi e Barni) non sono riusciti a frenare le mazze di De Aza Perez e Peña Núñez (8 RBI in due), mentre il lanciatore di casa Peña Vera ha spento ogni speranza livornese con 8 strikeout in soli 3 inning, chiudendo i conti sul 13-4.

Cosa resta del weekend – Il bilancio complessivo parla di un Livorno Baseball a due facce. La nota positiva: la capacità di produrre gioco e punti. In entrambe le sfide i labronici sono stati in vantaggio, dimostrando di poter giocare alla pari contro corazzate della Serie B.
La nota dolente: la tenuta sulla lunga distanza, il “corto-monte” e la precisione difensiva. Gli 11 punti subiti nel finale di gara 2 e i 5 errori di gara 1 indicano chiaramente che il problema non è tecnico, ma di concentrazione e profondità del monte di lancio nei momenti decisivi.
Per il Livorno 1948 la strada è tracciata: serve ritrovare quella solidità che, per i primi cinque inning di ogni match, ha fatto tremare il Padule, ma che è mancata proprio quando la pallina ha iniziato a scottare. Adesso un turno di riposo. Si torna all’Alfredo Sisi di Banditella sabato 9 maggio alle 15 per gara 1 e domenica 10 maggio alle 10 la mattina per gara 2 contro la temibile Cali Roma.

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