Cerca nel quotidiano:


Ivano e la sua casa-museo amaranto. L’intervista

La collezione di Falchini racchiude tutta la storia del Livorno Calcio e della città dei Quattro Mori: dagli articoli datati maggio 1915, ai calzettoni degli anni '90, passando per gli abbonamenti, i biglietti e le foto di squadra

Martedì 21 Novembre 2017 — 07:30

di Filippo Ciapini

Il tifoso livornese è colui che va in clima pre-partita molto prima del calcio d’inizio e non smette mai di pensare alla sua squadra del cuore. Il tifoso livornese è colui che va fiero dei propri colori, senza pensare ai risultati. Il tifoso livornese non conosce pioggia o vento, o meglio, è quello che li conosce fin troppo bene. Il “Tifoso Livornese” risponde al nome di Ivano Falchini. Architetto di professione, dal 1953 si trova a contatto con il colore amaranto. “Quando ero bambino mi innamorai subito di quel colore, mi piaceva proprio”, ha raccontato a Quilivorno.it.
La sua passione nasce prima grazie a suo zio, anche lui di nome Ivano, ex allenatore delle giovanili del Livorno; poi, nell’epoca Salemmo, diventa dirigente addetto al merchandising e alla creazione vera e propria delle maglie da gioco (come dimostra la foto con la maglia amaranto “a onde”). La sua è una collezione che racchiude tutta la storia del Livorno Calcio e della città di Livorno, dagli articoli datati maggio 1915, quattro mesi dopo la fondazione, ai calzettoni degli anni ’90, passando per gli abbonamenti, i biglietti e le foto di squadra. Solamente da come guarda e sistema gli oggetti si nota subito la sua passione quasi maniacale per gli amaranto: tratta il Livorno come se fosse un figlio, quasi come se non esistesse altro.

La nostra redazione lo ha incontrato nella sala stampa dello stadio “Armando Picchi”, dove Ivano, gentilmente, ci ha fatto tornare indietro nel tempo.

Ciao Ivano, nella tua collezione saltano subito all’occhio le numerose maglie, quante ne hai in totale e quali sono le tue preferite?
“Ne ho circa una novantina e le considero tutte uniche; se dovessi scegliere, opterei per la “mamma del Livorno Calcio”, datata 1906 (in foto quella blu e gialla ndr) e la maglia che ho disegnato personalmente negli anni ’80. Quella era amaranto per davvero, mica come queste recenti”.

La tua passione per il Livorno è viva sin dall’infanzia; da quanti anni porti avanti invece la collezione?
“Quando sono entrato nella dirigenza ho deciso di raccogliere tutti questi cimeli: vado ai mercatini, li compro su eBay, molte volte me li regalano. Ne ho veramente tanti, mi fanno quasi compagnia. Non sono, però, una persona che si tiene tutto per sé, mi piacerebbe condividere quello che ho con tutti, infatti ho in mente qualche progetto”.

Sarebbe a dire?
“Insieme agli assessori Morini e Belais stiamo cercando di organizzare, nella settimana prima di Natale, una mostra con tutte le figurine dei calciatori amaranto. Ovviamente oltre a me ci saranno altri collezionisti, e tutti insieme abbiamo l’obiettivo di far conoscere la storia del Livorno e di Livorno anche ai più piccoli”.

Parlando del Livorno attuale, come ti sembra questa squadra?
“La vedo bene, anche quando andiamo sotto siamo tranquilli, senza troppa furia di segnare. Sottil è in gamba, può essere l’uomo giusto al momento giusto”.

Recentemente hai vestito anche i panni di attore, eri infatti il “nonno” nel cortometraggio pre-derby di Luca dal Canto. Ci racconti questa esperienza?
“Si! (Ride, ndr) Sono una persona molto curiosa e aperta, quando Luca mi ha contattato non ho esitato neppure un secondo, anche il mio nipotino Lorenzo è stato bravissimo, siamo subito entrati in sintonia e abbiamo lavorato bene, ci siamo molto divertiti”.

Un’ultima domanda: un pensiero al derby?
“Per quanto riguarda la partita contro il Pisa, dobbiamo andarci sereni, saranno loro a doverci rincorrere. I ragazzi e il mister sanno cosa fare: sono molto fiducioso”.

 

Riproduzione riservata ©

9 commenti

 
  1. # Enrico Bacci

    Grande Ivano….

  2. # piero

    fate un museo permanente che sia disponibile a tutti

  3. # Abba

    bell’articolo e bella idea! Un modo intelligente di avvicinare il Livorno calcio alla città

  4. # Roberto

    Grande Ivano, questo miracolo amaranto, forse, dico forse, in piccolissima parte, é anche merito tuo! Forza Livorno, ora andiamo a prenderci questo risultato.

  5. # Ivano Falchini

    Piero, ci stiamo lavorando da tempo; ci sono diversi collezionisti a Livorno e tantissime persone che hanno documenti di ogni tipo e che sarebbero disponibili, vedere il successo che ha avuto la mostra a Granai di Villa Mimbelli che il Coordinamento con Comune e Livorno Calcio hanno allestito.
    Stiamo aspettando una risposta di sede da parte del Comune; naturalmente quando ci sarà lo stadio nuovo, tanto auspicato, il museo vivrà nella sua sede naturale

    Grazie a tutti!

  6. # Pulcinella

    Grande Ivano (non ti conosco) ma ti dico che Tifosi come te ce ne vorrebbe di piu’

  7. # luca

    Grande Ivano!!!!
    a proposito di stadio nuovo, l’assessore Morini aveva dichiarato pubblicamente che a dicembre ci sarebbero state novità.
    ASSESSORE NON CE LO SIAMO DIMENTICATI!!! Tra 10 giorni è dicembre

  8. # boiachinonmolla

    E ci vorrebbe ma un bello stabilimento con centinaia d’operai/e dentro a lavorà !! Ma fanne un artro di stadio !!!

    1. # Ivano Falchini

      su questo fatto concordo pienamente, ma non è detto che uno stadio moderno, plurifunzionale, appetibile non solo per l’evento sportivo possa portare anche un po’ di lavoro. Il calcio, bene o male, è un’industria (non solo per chi lo pratica e lo gestisce), ha un indotto in svariati settori. Far conoscere la nostra città anche attraverso lo sport non è che faccia male. Il turismo è una risorsa importante.
      Chiaro che il Livorno calcio non è il Barcellona o il Manchester , ma può attirare non solo chi vuol vedere la partita.