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La Coppa Barontini ricorda il centenario della nascita del PCI

Mercoledì 20 Gennaio 2021 — 18:02

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Nel tempo la gara si è evoluta e ha trovato dentro di sé, ma soprattutto nella città, le forze, le idee, le capacità per continuare ad essere attrattiva e nello stesso tempo memoria di uno spirito democratico e libertario della società livornese.

ll 21 gennaio ricorre il centenario della costituzione del Partito Comunista Italiano. La città di Livorno fu testimone degli avvenimenti legati alla celebrazioni del XVII Congresso del Partito Socialista, al Teatro Goldoni, e alla successiva fuoriuscita dei delegati espulsi che dettero vita, al Teatro San Marco, a quello che diventerà il più grande partito comunista dell’Europa occidentale.
Del gruppo minoritario facevano parte personaggi come Armando Bordiga, Antonio Gramsci, Umberto Terracini, Angelo Tasca, Palmiro Togliatti. Tra i livornesi che parteciparono all’evento non possiamo non citare Ilio Dario Barontini.
“Come Associazione Coppa Barontini, che non a caso porta il nome del più illustre tra i partigiani ed antifascisti livornesi – si legge in una nota stampa della stessa Associazione – avremmo voluto ricordare questa data con una serie di iniziative che avevamo già programmato. A causa della pandemia finora non è stato possibile concretizzare gli incontri  che ci ripromettiamo di organizzare non appena possibile”.
La storia della Coppa Barontini è infatti, indissolubilmente legata a quel partito, al suo radicamento popolare nella nostra città, ai valori di democrazia, di libertà, di antifascismo e di tolleranza che connaturano dalla sua nascita Livorno.
Fu proprio per la volontà del gruppo dirigente della sezione del Pci San Marco Pontino che nel 1966 si svolse la prima gara remiera, disputata nei fossi di Livorno, nata per onorare la memoria del comandante Ilio Dario Barontini. Renato Tedeschi, Bruno Tani, Mario Fraddanni e moltissimi altri riuscirono ad ideare, organizzare e strutturare un festa politica, sportiva e popolare unica nel suo genere.
Nel tempo la gara si è evoluta e ha trovato dentro di sé, ma soprattutto nella città, le forze, le idee, le capacità per continuare ad essere attrattiva e nello stesso tempo memoria di uno spirito democratico e libertario della società livornese.
Ha avuto la fortuna di poter contare su dirigenti capaci e volontari di grande valore che hanno sempre coniugato valori, capacità organizzativa e una grande partecipazione popolare. Presidenti come Gino Calderini, Vittorio Cioni, Mauro Nocchi hanno avuto il grande merito di cogliere e seguire le trasformazioni sociali della città, dando alla manifestazione aspetti nuovi e attrattivi ma tenendo fermi quelli ideali così preziosi che fanno della nostra associazione un luogo di discussione partecipazione ed elaborazione di tutta la sinistra livornese.
La Barontini, a conferma di quanto detto è cresciuta, ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi come la Livornina, ha avuto attestazioni importanti dalle Istituzioni, si è resa e sempre più si qualificherà come soggetto che vuole interpretare le gare remiere livornesi come elemento della tradizione culturale storica e popolare in un’ottica di valorizzazione della città, facendo sì che la nostra gara continui ad essere la manifestazione popolare più bella e seguita.
“Questo nostro messaggio – conclude la nota – al quale Luciano De Majo avrebbe sicuramente dato un tocco personale e particolare, è idealmente sottoscritto da tutti coloro che in questi cinquantaquattro anni di vita hanno visto nascere, costruito e sostenuto la nostra manifestazione”.

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