La Mammoli Bike protagonista in Coppa Toscana
La squadra livornese ha conquistato un secondo, un quarto e un sesto posto. Il fondatore Federico Mammoli: “Ringrazio i genitori, ci supportano molto. E complimenti a tutti i bambini: hanno corso con entusiasmo"
La Mammoli Bike apre la stagione con entusiasmo e risultati nella gara di Coppa Toscana di sabato 28 marzo all’Argentario, confermandosi una realtà in crescita nel panorama giovanile. Il gruppo livornese di mountain bike si è presentato con numerosi atleti, distinguendosi sia per partecipazione che per spirito sportivo. “È stata una giornata davvero strepitosa – racconta il fondatore Federico Mammoli –. I bambini si sono comportati benissimo, hanno corso con entusiasmo, si sono divertiti e si sono confrontati con tanti altri coetanei”. Oltre all’esperienza, sono arrivati anche progressi concreti: un secondo, un quarto e un sesto posto. “Sono piazzamenti importanti, ma la cosa fondamentale è che si divertano. La gara dà loro quello stimolo in più per continuare ad allenarsi con voglia”. Il tracciato, tecnico e spettacolare, ha offerto anche momenti di grande emozione, tra discese e salti affrontati con determinazione. “Ogni uscita con loro è una bella esperienza e vederli crescere così è la soddisfazione più grande”. Fondamentale anche il contributo delle famiglie. “Ringrazio i genitori, ci supportano molto. I ragazzi però stanno imparando anche a gestirsi da soli, pure nelle piccole difficoltà tecniche”. La stagione proseguirà con nuove tappe, dall’Isola d’Elba fino a Cortona, in un calendario ricco di occasioni per crescere. Dietro questi risultati c’è un progetto solido costruito nel tempo proprio dalla scuola, nata a Livorno circa un decennio fa per promuovere il ciclismo tra i più giovani. Oggi la società rappresenta un vero vivaio, con una ventina di ragazzi tra i 9 e i 13 anni e un settore ancora più giovane dedicato agli atleti dai 5 ai 9 anni. “Abbiamo iniziato perché mancavano realtà per i più piccoli. Siamo partiti in pochi, poi il gruppo è cresciuto sempre di più”. Un percorso che ha richiesto anche formazione e organizzazione, tra corsi federali e qualifiche tecniche, per garantire un’attività strutturata e sicura. Gli allenamenti, inizialmente nei boschi, hanno contribuito a sviluppare tecnica e resistenza. Oggi la società può contare anche su un campo nella zona di Banditella, pensato per avvicinare i più piccoli a questo sport. La filosofia resta chiara: investire sulla base. “Se non si lavora sui giovanissimi, il ciclismo italiano non può rinnovarsi”. Un impegno che guarda al futuro, senza perdere di vista il valore principale. “I bambini devono divertirsi. Se si divertono, continuano. Ed è questo che conta davvero”.
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