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La nuova “normalità” sportiva: Giovannini e l’eptathlon sulle scale di casa

Preparare 7 specialità diverse senza poter usare la propria attrezzatura non è stato facile per Marta, ma nonostante tutto è riuscita a portare a casa tanti ottimi risultati

Domenica 29 Novembre 2020 — 07:30

di Chiara Montesano

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Marta "arrivi ad un punto in cui lo accetti e ti ritieni fortunata che questi siano stati i tuoi problemi durante il lockdown, piuttosto che altri più seri e molto più gravi"

Marta Giaele Giovannini, atleta dell’Atletica Livorno, è una giovane promessa dell’eptathlon e in questo anno difficile per molti atleti è riuscita a vincere comunque un titolo italiano juniores outdoor e a siglare il nuovo primato personale.

Nella prima parte di stagione Marta ha conquistato il suo primo titolo italiano juniores indoor e la sua prima maglia azzurra, poi è arrivato il lockdown.

Da marzo in poi tanti atleti non hanno potuto usare le proprie strutture per allenarsi e preparare la propria gara, Marta, che di gare ne fa 7 in due giorni, ha avuto ancora più difficoltà.

Come hai vissuto il primo lockdown e come stai vivendo questa nuova zona rossa?
“Il primo lockdown l’ho vissuto con frustrazione e delusione per situazione drammatica. Dal punto di vista personale con tanta attesa perché per quanto riguarda l’atletica non sapevamo quando saremmo potuti tornare al campo, quando e come saremmo riusciti a organizzare la stagione di gare. Sono stati due mesi e mezzo di forte agitazione per quanto mi riguarda. Il secondo con più tranquillità perché è più leggero, mi è concesso andare al campo e usare gli attrezzi tutti i giorni. La preparazione sta continuando in maniera lineare e costante ma comunque è sempre un lockdown”.

Sei riuscita a continuare i tuoi allenamenti?
“Durante il primo lockdown l’accesso al campo è stato quasi del tutto negato da subito quindi mi sono attrezzata. Non ho avuto il tempo, come hanno fatto invece altri atleti, di prendere la mia roba dalla palestra del campo. Ho dovuto andare avanti con gradinate su e giù per il palazzo, ripetute nel vialetto di casa, esercizi a corpo libero sulla terrazza di casa mia che da sul mare, almeno sono riuscita a fare qualcosa. Adesso invece mi alleno al campo e non ho problemi”.

Quale è stata la specialità più difficile da preparare?
“Tra le varie specialità una più difficile non c’è stata perché non avevo attrezzature per portarle avanti quindi sono state tutte ugualmente difficili. Le ho riprese bene tutte quando sono potuta tornare al campo. Diciamo che posso ritenermi fortunata. L’unica che sono riuscita a fare e che forse il lockdown ha giovato è stato il mezzofondo perché potevo correre e basta. Correvo sempre mezz’ora sotto casa”.

Come è andata la stagione outdoor?
“La stagione outdoor inaspettatamente è stata la mia migliore stagione. Ho vinto i campionati italiani con un risultato che, ne io ne gli altri ci aspettavamo. Ho portata su tanti personali, ma ci ho messo tanto tempo. Dopo il lockdown le sensazioni in pista erano diverse e mi sentivo piuttosto persa. Mi ci sono voluti dei mesi, infatti i risultati buoni sono arrivati verso settembre e a fine mese. Durante l’estate ho avuto problemi a rimettermi in carreggiata con ritmi e sensazioni, soprattutto di gara che mancavano perché era tanto che non gareggiavo più”.

Come hai vissuto e come stai vivendo questa situazione?
“A marzo e ad aprile accettare una situazione del genere è stato difficile perché nel proprio piccolo vedevo tanto tempo perso e tante opportunità mancate, tutto quello a cui tenevo che andava via, a partire anche dalla scuola con gli ultimi mesi della 5^. Ho fatto l’esame di maturità questo anno. Le ultime esperienze con i compagni che nessuno mi darà più, la stagione outdoor completamente slittata che mi ha portato via le vacanze di agosto e in generale ho dovuto fare sacrifici in più ed è stata una stagione molto più lunga e stressante, però suppongo che in confronto a quello che succede questo sia niente quindi arrivi ad un punto in cui lo accetti e ti ritieni fortunata che questi siano stati i tuoi problemi durante il lockdown, piuttosto che altri più seri e molto più gravi”.

Che consiglio daresti a fa sport e si trova a non potersi allenare?
“Dato che anche io mi sono trovata in questa situazione a marzo, aprile e in parte anche a maggio, quella in cui non hai a disposizione il tuo impianto sportivo, so bene cosa si prova. L’unica cosa che mentalmente può aiutare è avere fiducia e pazienza. Innanzitutto perché non c’è altro da fare, la situazione purtroppo è questa e va accertata. Esistono tanti modi casalinghi che possono mantenere la propria base motoria in modo che quando torneremo a una normalità il ripartire non sarà faticoso. L’unica cosa da non fare è smettere, perché a quel punto ripartire è troppo difficile. Mantenersi in forma con le piccole cose, che sia un circuito quotidiano o andare a correre 15 minuti”. 

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