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Si spengono le “Luci”. Il capitano saluta: “Questa maglia è stata la mia prima pelle”

Con un commovente post su Facebook, cala il sipario sull'ultimo (almeno per il momento) vero condottiero sanguigno, capace di prendere in mano la squadra anche fuori dal campo nelle situazioni più delicate

Venerdì 25 Settembre 2020 — 15:17

di Filippo Ciapini

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Dieci anni d’amore incondizionato per la maglia e per i tifosi, 317 partite in campionato secondo solo al grande Mauro Lessi, una promozione in serie A e artefice di tantissime battaglie

Neanche il tempo di smaltire le ultime vicissitudini amaranto (Coppa Italia e vicende societarie) che un’altra brutta notizia si abbatte sui tifosi del Livorno Calcio. Si tratta del nuovo acquisto della Carrarese, Andrea Luci. Già proprio lui. Tu Quoque, Brute, fili mi? Neanche per sogno, perché il “nostro” ex capitano le ha provate tutte per rimanere a vestire la sua maglia, dalle sue parole gridate a chiare lettere in tutti i modi possibili, fino ai proclami ad alta voce. Colui che pur di affondare insieme alla squadra lo scorso anno si era offerto di giocare gratuitamente gli ultimi due mesi della stagione proponendo poi di fare un altro, ultimo anno, sempre a costo zero. E invece niente, se da una parte ha trovato la porta sbarrata fin dal principio dall’altra la posizione societaria non è mai stata del tutto chiara. “Nessuno mi ha chiamato, non volevano farmi il contratto nemmeno ridotto ai minimi termini economici – ci ha raccontato Luci telefonicamente – Le soluzioni erano due, o smettevo di giocare o andavo da un’altra parte, non ho avuto scelta”. Dieci anni d’amore incondizionato per la maglia e per i tifosi, 317 partite in campionato secondo solo al grande Mauro Lessi, una promozione in serie A e artefice di tantissime battaglie: dall’inferno della Lega Pro al miracolo della salvezza in serie B di due anni fa. “Di Livorno mi rimarrà tutto, è stata la mia vita, ho vissuto momenti belli e brutti – ha continuato – ho sempre dato il massimo, dentro e fuori dal campo, su ventiquattro ore tredici ero a pensare a cosa poter fare per la squadra, ci ho sempre messo tutto, tralasciando la famiglia delle volte”.
Con un commovente post su Facebook, le “Luci” dell’Armando Picchi si spengono e cala il sipario, almeno per il momento, sull’ultimo vero condottiero sanguigno, capace di prendere in mano la squadra anche fuori dal campo nelle situazioni più delicate. E allora tutti in piedi sul banco proprio come nel film “L’attimo fuggente” per salutare l’ultimo professore (e bandiera) della storia amaranto perché Capitano mio Capitano, la tua storia d’amore non meritava di finire così. “Consigli per chi prenderà la fascia non li ho, dico solo che indossare la maglia amaranto ti fa sentire parte di una città con una voglia di calcio e un amore per la maglia impressionante. Chi la vestirà dovrà dare sempre il massimo, si può uscire sconfitti ma bisogna dare tutto”. Per questo “Grazie” te lo diciamo noi. Grazie Andrea, grazie Capitano, sperando che, prima o poi, le nostre strade si incrocino di nuovo, come i migliori amori mai persi e ritrovati.

Questo il suo messaggio d’addio affidato alla sua pagina Facebook: “Mai avrei voluto finire il mio percorso nel Livorno così, ma è arrivato il momento dei saluti… Saluti verso dei colori che mi sono entrati nel cuore,verso una maglia che per 10 anni è stata la mia prima pelle! Con i colori amaranto ho vissuto quelle che sono le emozioni più intense della mia vita :due promozioni, che sono e resteranno sempre tra i momenti più belli che ho vissuto ; ho coronato il sogno di giocare in serie A ; ho perso Pier Mario, un amico e compagno di squadra ; ho vissuto 3 retrocessione, una più amara dell’altra.. Ma ogni volta sono uscito dal campo sapendo di averci messo tutto il cuore e tutta la grinta che ho… Sempre! Anche quando la fortuna non è stata dalla mia parte e la vita mi ha messo davanti ad una delle cose peggiori per un genitore: la malattia di un figlio! Mi sono sentito abbracciato da un’intera città che mi è sempre stata vicino,che mi ha aiutato a sostenere la nostra associazione e che mai smetterò di ringraziare! Essere capitano del Livorno è stato un onore e ho cercato di trasmettere la mia passione e il mio amore per questa squadra ad ogni mio compagno! Come ho sempre detto, il mio sogno era di finire la mia carriera qui. Purtroppo le cose non sempre vanno come uno vorrebbe… Un abbraccio a tutti i tifosi dei colori amaranto … Non piegare un istante giammai...”.

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