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Ecco i nuovi acquisti. “Uniti per vincere”

Al Coni sono stati presentati Bergvold, Rossini, Mazzoni e Maritato. Il ds Ceravolo ha fatto il punto sulle questioni Favilli e Maicon

Venerdì 2 Settembre 2016 — 17:24

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Gli ultimi giorni di mercato hanno regalato in casa Livorno diverse novità. Sono tornati due giocatori che sono sempre stati nel cuore dei tifosi come Bergvold e Mazzoni e ne sono arrivati altrettanti in cerca di riscatto come Rossini e Maritato. A introdurli tutti e quattro al centro Coni di Tirrenia è stato il direttore sportivo Franco Ceravolo: “Avevo detto più volte che la squadra doveva essere completata e così è stato. Noi eravamo contenti dei nostri portieri, ma è capitata l’occasione di prendere un giocatore che desse certezza e che avesse carisma. Luca ha sempre manifestato voglia di tornare e lui è un leader. Bergvold invece mi ha chiamato e quando gli ho prospettato questa novità è stato felice di poter tornare a Livorno. Sono sicuro che ci darà una mano. Maritato l’ho visto crescere nella Juventus da 14 anni, ha fatto tutte le nazionali. Era predestinato a carriera importante poi una serie di infortuni lo hanno un po’ penalizzato. Ha rinunciato ad altre proposte per venire qui e adesso può recuperare il tempo perduto. Rossini ha un passato importante. Ha giocato in A, ed era destinato a fare qualcosa importante. Lo seguivo già per conto della Juventus”. Inevitabile che il discorso poi vada sulla questione Favilli: “E’ un giovane dalle grandi potenzialità e la serie B è il suo palcoscenico. Con l’Ascoli abbiamo fatto un buon affare. Ora vediamo cosa farà”. Un’ultima battuta su Maicon: “Deve tornare da noi, lo aspettiamo. Abbiamo risolto tutte le pratiche burocratiche e adesso vediamo quando arriva e come arriva dal punto di vista fisico. Se ha voglia di rimettersi in gioco può essere un ottimo elemento ma deve capire che conta il gruppo e non il singolo”.

L’ennesima sfida di Mazzoni – Non possiamo parlare di ritorno per un giocatore che ha l’amaranto nel sangue. Purtroppo il suo ultimo ricordo con la maglia amaranto è legato a quella espulsione contro il Vicenza che gli costò il posto nella sfida playoff, poi persa, con il Pescara. No, l’avventura di Luca non poteva chiudersi così anche se lui rifiuta la figura del leader: “All’interno del gruppo ci sono già personaggi che rappresentano la piazza. Io vengo qui per fare il portiere e spero di farlo bene. Poi è chiaro che sono anche uno dei più vecchi e porterò la mia conoscenza della piazza e la mia esperienza. Ho sbagliato in passato ma mi sono state riaperte le porte di casa e ho subito accettato. Voglio ringraziare la società che anche se non mi sono lasciato benissimo ha dimostrato di poter passare sopra a determinati comportamenti. L’anno scorso lontano da casa mi è servito, ho riflettuto su quello che è successo. Mi sono ‘disintossicato’.
Mazzoni poi spiega com’è nata l’idea di tornare in amaranto: “All’inizio la Ternana non mi voleva dar via. Poi nell’ultima settimana c’è stata questa possibilità perché a Terni sono cambiate le dinamiche societarie. Il direttore lo è venuto a sapere e in poco tempo abbiamo raggiunto l’accordo. Dispiace che il mio arrivo mandi fuori lista un ragazzo (Vono, ndr). Sicuramente lo aiuterò perché è un giocatore molto valido”.

Il riscatto di Rossini – Qualche anno fa sembrava destinato a ben altri palcoscenici come dimostrano le tante presenze in A. Poi qualcosa è andato storto e la vita l’ha messo davanti ad una prova che lo ha reso ancora più forte: “Ho avuto problemi con mio figlio che si è ammalato. Per contratto ho dovuto continuare ma con la testa non c’ero. Vedere i bambini che combattono contro la morte ti dà forza anche a te. Se posso lanciare un messaggio è di non arrendersi mai perché i figli spesso ti danno la carica. Posso solo ringraziar la mia famiglia per essere ancora un calciatore. Per quanto riguarda l’aspetto puramente calcistico, so di essere arrivato in una piazza importante. Sono qua per ripartire e ottenere grandi risultati con questa società. I moduli? Ho giocato tanti anni sia a 4 che a tre. Il mister mi conosce e quindi saprà lui come impiegarmi”.

Bergvold, capitolo due – Altro beniamino della tifoseria. Non a caso quando in occasione della gara contro il Racing Roma è entrato in campo per lui c’è stata una vera e propria ovazione. Per il danese tornare in amaranto è un sogno che si avvera: “Torno qui con grande piacere. Quando sono entrato in campo ho sentito una grande emozione. Quando parlando con Ceravolo mi ha prospettato questa possibilità non ci ho pensato un attimo ad accettare. La prima volta che sono stato qui mi sono sentito a casa infatti quando sono andato via mi è dispiaciuto ma volevo andare in Danimarca con la mia famiglia. Dal punto di vista fisico mi sento bene anche se non ho i 90 minuti. Ho lavorato molto in questo periodo ma non avendo giocato partite negli ultimi due mesi sono ancora leggermente in ritardo”.

Un pivot per l’attacco – Anche la carriera di Maritato doveva essere diversa. Considerato come un grande talento emergente, si è dovuto confrontare spesso con gli infortuni che gli hanno impedito di sfondare: “Ceravolo ha sempre cercato di portarmi qui e adesso sono felice di esserci. Ho fatto sempre bene in Lega Pro ma quando potevo andare in B ho avuto un infortunio serio al crociato e mi è toccato ripartire dall’inizio. L’anno scorso doveva essere quello della ripartenza ma non ho fatto benissimo. Devo ripagare una fiducia che mi è stata data e non è poco. Lavorerò al massimo per farmi trovare sempre pronto”.

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5 commenti

 
  1. # Amolivorno

    Spinelli e Ceravolo….illusionisti : come fare un mercato a costo zero e nominalmente far apparire rinforzata la squadra…..vergogna
    Forza amaranto

  2. # Fox65

    Tutti uniti?hahahaha questa se la passi al vernacoliere te la pagano 5 euro

  3. # allosbando

    boia maritato 27 anni…e soli 25 gol in carriera? Alla grazia dell’attaccante, ha fatto più gol Amelia. Siamo roba da torta…

    1. # ugo

      mancava uno nell’ammogliati

  4. # Massimo

    Mi chiedo…ma non c’è un gruppo che sia disponibile ad acquistare un titolo di serie d o addirittura eccellenza….e ricominciare da zero per togliersi di torno questo Spinelli ed il suo vendo ..non vendo.in modo che così facendo ci costruiamo in due o tre anni un nuovo Livorno con basi diverse e lasciamo il ‘gobbo nero’ allo speculatore genovese?