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Matteo Bernini campione iridato di dama inglese. I complimenti di Giani

Con questo titolo di Matteo, Livorno è l'unica città dei 5 continenti ad avere 2 campioni del mondo di dama

Domenica 1 Maggio 2022 — 11:47

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Possiamo tranquillamente, e con dati inconfutabili alla mano, affermare che Livorno è la capitale mondiale della dama. Dopo i 4 titoli iridati di Michele Borghetti, è arrivato quello del giovane Matteo Bernini (nelle foto pubblicate in pagina da Federdama). Stesse iniziali di nome e cognome, stessa passione e, soprattutto, una grande amicizia fra i due malgrado i 15 anni di differenza. Con questo titolo di Matteo, Livorno è l’unica città dei 5 continenti ad avere 2 campioni del mondo di dama. Quindi l’affermazione iniziale ci sembra esatta. La vittoria di Matteo giunge forte e decisa direttamente da Tulsa, Oklahoma, dove si è svolto il match per il titolo mondiale contro il sudafricano Lubabalo Kondolo, detentore in carica del titolo iridato. Un match sulla distanza di 24 partite iniziate lo scorso lunedì e terminate nella giornata di sabato 30 aprile sul risultato di 3 vittorie a 0 per il campionissimo labronico supportato dall’amico fraterno nonché coach per questa sfida mondiale, Michele Borghetti. Una vittoria che ha il sapore di rivincita e che riporta il titolo all’ombra dei Quattro Mori.
Matteo ha iniziato a giocare a dama nel 2008, quando sua mamma, collega di lavoro dell’arbitro internazionale e maestro di dama Gianfranco Borghetti, gli disse che a suo figlio piaceva giocare a dama. Gianfranco Borghetti, fra l’altro padre di Michele, le disse di portarlo al circolo damistico, all’epoca situato al Cral dell’Atl in via delle Galere.
Ecco così che Matteo inizia a giocare nel Circolo damistico più glorioso d’Italia, il Circolo che nella storia della Federazione Italiana Dama, fondata nel 1924, è quello che ha conquistato i maggiori titoli italiani, sia assoluti che a squadre. E non solo italiani perché, strada facendo, Michele Borghetti diventa addirittura campione del mondo infrangendo una tradizione che durava da ben 166 anni. Proprio centosessantasei.
Quella che il titolo mondiale di dama inglese, la più praticata al mondo, era sempre andato a giocatori di lingua anglosassone. Matteo, fin da subito, fa grandi passi in avanti e, piano piano, scala le vette del gioco della dama, nei vari sistemi: italiana, inglese e internazionale. Una leggera “allergia” per quest’ultima, ma progressi enormi per le altre due; in breve conquista in entrambe le specialità le categorie di gioco più importanti, arrivando infine a quella massima: Maestro. Ma soprattutto Matteo dimostra, fin da subito, di essere un “gigante” nella dama inglese e, dopo un po’ di tempo, la Federazione inizia a premiarlo mandandolo all’estero a confrontarsi coi migliori giocatori al mondo. Passo dopo passo il nome di Matteo Bernini viene accostato a quello degli altri due italiani che hanno conquistato i titoli mondiali; il citato nostro concittadino Michele Borghetti e il foggiano Sergio Scarpetta.
Matteo è anche spesso presente nelle classi delle scuole di Livorno dove Michele e Gianfranco insegnano dama nell’ambito del “Progetto Gioco scaccia gioco” ideato dal maestro di scacchi Andrea Raiano, Progetto che trova sempre maggiore spazio nelle preferenze degli alunni e delle/gli Insegnanti. Proprio fra poco, il 14 maggio, al Circolo Carli di Salviano si svolgeranno le semifinali dei corsi di dama e scacchi effettuati nella classi e, infine il 7 giugno ci sarà la finalissima, ritornando finalmente, dopo due anni di assenza, sulla tanto agognata Terrazza Mascagni. Ovviamente saranno presenti, in entrambe le occasioni, i due campioni del mondo di dama. “E’ una grande soddisfazione per Bernini, per la federazione damistica italiana, ma anche per la Toscana e per tutti gli amanti dei giochi della mente”, afferma il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nel commentare la notizia della vittoria iridata del giovane livornese Bernini. “Quello della dama è un gioco che richiede grande attenzione e strategia, abilità non comuni, per cui constatare che l’Italia e la Toscana si pongono ancora una volta all’avanguardia a livello mondiale in questa disciplina è qualcosa che ci riempie di soddisfazione e di orgoglio”.

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