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Morte Morosini, condanne per i tre medici

I tre imputati sono stati anche condannati, insieme alla Asl di Pescara e al Pescara Calcio, al pagamento di un risarcimento provvisionale di 150mila euro

Mercoledì 14 Settembre 2016 — 07:43

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E’ arrivata dal tribunale di Pescara la condanna per la morte in campo del giocatore amaranto Piermario Morosini. La sentenza emessa per omicidio colposo nei confronti dei medici che presero parte alle operazioni di soccorso del centrocampista deceduto in campo arriva a distanza di quattro anni e cinque mesi da quel tragico evento che segnò inevitabilmente la storia del Livorno Calcio e dei suoi tifosi. Era l’aprile del 2012 quando Morosini perse la vita all’età di 26 anni all’interno dello stadio Adriatico di Pescara. Martedì 13 settembre è giunta la sentenza di condanna per i tre imputati.  Condannati così a un anno di reclusione il medico del 118 di Pescara Vito Molfese, a otto mesi il medico sociale del Livorno Manlio Porcellini e il medico del Pescara Ernesto Sabatini (per questi ultimi due il pm aveva chiesto l’assoluzione perché “il fatto non costituisce reato”). I tre imputati sono stati anche condannati, insieme alla Asl di Pescara e al Pescara Calcio, al pagamento di un risarcimento provvisionale di 150mila euro in attesa del pronunciamento del tribunale civile.

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2 commenti

 
  1. # doctor

    Non entro nel merito della sentenza e non voglio dare giudizi, solo una riflessione in quanto leggendo altri siti si evince che la condanna è derivata dal non utilizzo del defibrillatore.

    E’ da molti anni che la sola terapia efficace per un cuore in FV (fibrillazione ventricolare cioè pulsa talmente rapidamente da risultare completamente fermo) è la defibrillazione precoce e tanto più è precoce maggiori sono le possibilità di successo.

    Un tempo, ormai lontano, si alternavano respirazione manuale e MCE (massaggio cardiaco esterno) ora in presenza di FV ed avendo disponibile defibrillatore (manuale,semiautomatico,automatico) si dà a questo l’assoluta precedenza.

    Probabilmente, vista la grave patologia cardiaca del calciatore, non si sarebbe riusciti comunque a salvargli la vita, ma l’uso del defibrillatore era assolutamente indispensabile.

    La morte si può solo ritardare non sconfiggere.

  2. # Dilvo

    Probabilmente in questo periodo ci si affida molto al defibrillatore, giustamente, e abbiamo perso delle procedure manuali importanti.
    Comunque è vero ‘ da questa vita non ne’ usciremo vivi’
    Comunque per Morosini è stato un po’ troppo presto.