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Tempi stracciati e record italiani. La TDS Livorno ancora sugli scudi

La TDS-Toscana Disabili Sport di Livorno si fa ancora notare nel panorama del nuoto nazionale paralimpico ad appena la terza competizione nazionale a cui partecipa

Lunedì 18 Novembre 2019 — 11:57

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Al trofeo Mussi Lombardi Femiano di Massarosa migliorano ancora i tempi di Elisabetta Burattini e Sofia Gagliardo Gurrieri (che fa addirittura il record italiano di categoria esordiente), Tommaso Bertini passa da 3’20” a 2’29” in gare senza neanche competitività per la presenza in vasca di atleti di categoria superiore o inferiore.
La TDS-Toscana Disabili Sport di Livorno si fa ancora notare nel panorama del nuoto nazionale paralimpico ad appena la terza competizione nazionale a cui partecipa, dopo i campionati italiani giovanili di Roma della scorsa primavera, che ha visto Bertini e Burattini laurearsi campioni italiani giovanili di categoria all’esordio.
Il patron Maurizio Melis non sta più nella pelle. “Complimenti agli istruttori Eleonora Bologna e Mario Borsellini. E’ dote rara di un istruttore – commenta Melis – ottenere questi risultati da atleti che non sono certo professionisti (si allenano solo due ore alla settimana, ndr), continuando a farli divertire e appassionare nello stesso tempo. Questo avviene anche grazie all’elevato grado di formazione dei due formatori, rispettivamente allenatore e istruttore qualificati FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico), gli unici in provincia di Livorno, con in corso altre specializzazioni nella FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettivo-Relazionali), che segue atleti sordi e ciechi, e in Special Olympics (che comprende gli atleti con disabilità intellettive). Tutto questo sforzo organizzativo è indispensabile per essere certi di affidare i ragazzi in mani sicure, competenti e formate a 360°”.
La TDS continua il suo impegno nel nuoto, nella nascente pallanuoto, nel basket in carrozzina. “Non stiamo creando campioni – continua il presidente Melis – stiamo creando uomini e donne migliori, stiamo dando la possibilità a questi ragazzi di andare al di là della propria disabilità, stiamo facendo loro capire che la disabilità è una componente come qualsiasi altra del loro essere, del loro carattere, non un ostacolo alla loro crescita psicofisica e sociale. Per questo dobbiamo ringraziare tutti i privati cittadini e le ditte che contribuiscono alle raccolte fondi, nostra unica fonte di finanziamento delle attività”.
“Peccato per l’assordante silenzio del Comune che ancora, a fine novembre, ed è vergognoso, non è riuscito ad assegnare uno spazio alla specialità del sitting-volley (la pallavolo che si gioca da seduti, ndr), altrimenti, chissà, saremmo riusciti a far parlare di noi anche in quella specialità, ma la nostra battaglia con le istituzioni per conquistare il giusto spazio che lo sport paralimpico merita continua quotidianamente. I risultati ci stanno dando ragione, nonostante questi ostacoli burocratici, come se i ragazzi disabili che praticano sport non ne avessero già abbastanza e non meritassero la dovuta attenzione da parte delle istituzioni”.

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