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Under 18, calciatore squalificato per 2 anni: l’Orlando Calcio chiede scusa

Venerdì 23 Gennaio 2026 — 11:24

Dopo l’aggressione al direttore di gara e la sospensione della partita, il direttore generale Valerio Mainardi interviene: “Gesto contro lo sport, abbiamo chiesto scusa subito. Episodio isolato. Noi impegnati sempre al massimo nel sociale"

di Giacomo Niccolini

Un episodio grave ha segnato una gara del campionato regionale Under 18 di calcio. Un calciatore dell’Orlando Calcio Livorno è stato squalificato dal giudice sportivo per due anni, con stop fino al 22 gennaio 2028, per un’aggressione nei confronti dell’arbitro.

Il fatto è avvenuto al 48’ del secondo tempo dell’incontro Orlando Calcio Livorno–Limite e Capraia, con la formazione ospite in vantaggio per 0-1. Dopo essere stato espulso per aver rivolto offese al direttore di gara, il giocatore, al momento della notifica del provvedimento disciplinare, ha avuto una reazione violenta. Nella motivazione del giudice sportivo si legge che il calciatore “gli stringeva il collo con la mano provocandogli momentaneo dolore. Nei suoi confronti pronunciava anche ulteriori frasi ingiuriose e minacciose che ne compromettevano la condizione psico-fisica, costringendo l’arbitro a decretare la sospensione della partita”.

Un comportamento che ha portato a conseguenze pesanti anche per la società livornese. Oltre alla squalifica biennale inflitta al tesserato, all’Orlando Calcio Livorno è stata comminata la punizione sportiva della perdita della gara a tavolino con il punteggio di 0-3 e un’ammenda di 300 euro.

Sull’accaduto è intervenuto il direttore generale dell’Orlando Calcio Livorno, Valerio Mainardi, che ha voluto esprimere pubblicamente il rammarico della società e ribadire le scuse già inviate agli organi competenti. “Abbiamo, nell’immediatezza dei fatti, mandato una mail di scuse già il giorno stesso, o al massimo quello successivo, all’AIA di Livorno, alla FIGC provinciale e a quella regionale. È un gesto che non si fa, è contro lo sport e contro tutto quello che cerchiamo di insegnare ai ragazzi”.

Il dirigente ha sottolineato come si tratti di un episodio isolato, che non rispecchia il percorso sportivo e comportamentale del giovane calciatore: “Parliamo di un ragazzo che in due anni ha collezionato appena due ammonizioni. Viene agli allenamenti sereno, fischietta, canta. Nulla lasciava presagire un gesto del genere. È stata una giornata storta, che ha sorpreso anche i suoi compagni, tanto che hanno cercato di trattenerlo”.

Valerio ha inoltre ricordato l’impegno sociale della società livornese: “Siamo una realtà che fa molto sociale, impegnati al massimo in questo senso. Abbiamo tanti ragazzi inseriti in progetti di integrazione, anche in collaborazione con la Caritas. Il nostro obiettivo non è vincere a tutti i costi, ma far fare sport e trasmettere valori. Ogni ragazzo che riusciamo a tenere dentro un percorso positivo, per noi è una vittoria”.

Pur senza voler giustificare l’accaduto, il direttore generale ha evidenziato anche la delicatezza del contesto: “Resta un gesto grave e dispiace per quello che ora dovrà affrontare il ragazzo, con una squalifica così lunga. Quando succedono episodi del genere perdono tutti: la società, la Federazione, l’AIA e soprattutto il lavoro quotidiano che si fa per far crescere questi giovani”.

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