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Svs, apre mensa popolare

La mensa popolare aprirà, per la fine di ottobre, nella sede Svs in via delle Corallaie 10 al Picchianti. Offrirà il pranzo gratuito a 22 ospiti del centro di prima accoglienza comunale e ne potranno usufruire anche i lavoratori al costo di 5 euro

Mercoledì 5 Ottobre 2016 — 08:14

di Annalisa Castagnoli

Il 4 ottobre 2015 è stata istituita la Giornata del Dono, il cui primo firmatario fu il Presidente Emerito della Repubblica senatore Carlo Azeglio Ciampi. Per questo il 4 ottobre 2016 SVS Pubblica Assistenza, insieme all’Associazione di promozione sociale La Solidarietà, ha voluto presentare la “mensa popolare” (clicca qui – gli esami al polo della salute Svs ora si prenotano in farmacia).
L’obiettivo è quello di rispondere al bisogno quotidiano di consumare un pasto sano fuori casa, a prezzi contenuti e accessibili a tutti da parte di lavoratori e cittadini che devono contenere molte spese, ma anche da parte di soggetti più svantaggiati della comunità livornese. La mensa fornirà ogni giorno il pasto gratuito per ventidue ospiti del centro di prima accoglienza comunale – gestito da SVS Pubblica Assistenza – e al costo di 5 euro a tutti i lavoratori che vorranno usufruirne.
“L’apertura della mensa vuole contrastare un disagio presente e sempre più diffuso nel territorio livornese, favorendo l’inclusione sociale”, ha dichiarato la presidente SVS, Marida Bolognesi, che ha aggiunto: “Come nasce un bisogno, un’esigenza nei cittadini, proponiamo progetti che possano rispondere al meglio a queste necessità”.
L’operato giornaliero della mensa seguirà e rispetterà i valori di un’alimentazione sana, equilibrata e soprattutto anti-spreco. SVS infatti ha aderito e supporterà l’iniziativa “Pasto Buono” promossa a livello nazionale dall’organizzazione Qui Foundation, finalizzata a ridurre gli sprechi mediante la raccolta di risorse alimentari non utilizzate donandole a soggetti in situazione di disagio socio-economico. “Siamo convinti – ha concluso il direttore SVS Fabio Cecconi – che il nostro impegno aiuterà la crescita della nostra società. Il progetto vedrà la partecipazione di molti, uniti sotto l’ideale della libertà. Perché non si può obbligare a donare, chi lo fa è mosso da uno spirito di solidarietà che trova nella sua interiorità”.
Durante la presentazione della “mensa popolare” è stato inaugurato il nuovo mezzo che verrà impiegato per recuperare dalla grande distribuzione e da soggetti privati (come ad esempio servizi di catering) le parti non utilizzate e non vendute dei cibi affinché queste possano essere date ai più bisognosi. Tutto questo in conformità alla nuova legge contro gli sprechi alimentari.
La mensa aprirà per la fine di ottobre al primo piano della sede nord dell’associazione, in via delle Corallaie 10 al Picchianti, dove ha sede tra l’altro il circolo ricreativo “La Solidarietà”, e seguirà l’orario dalle ore 12 alle 14, dal lunedì al venerdì.

Presenti alla cerimonia il Questore di Livorno Orazio D’Anna, l’assessora comunale Ina Dhimgjini, il direttore della Misericordia di Livorno Salvatore Bonfissuto, Pier Paolo Sardi in rappresentanza della Capitaneria di Porto e come presidente della sezione locale del Corpo Italiano Ordine di Malta e i donatori: Cgil, Inca Patronato, Associazione Fondo Solidarietà Dipendenti TDT, Biolabor, Di Giorgi & Parasole, Croce Azzurra, Darsena Toscana, Associazione Accademia degli Avvalorati e Rossella Lupi.

 

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10 commenti

 
  1. # Sergio

    Buona iniziativa per i bisognosi, ma chiedere 5 € per un pranzo, significa dare un colpo durissimo ai privati, specie in zona picchianti, che vanno avanti molto con pranzi di lavoro a 10/12 €, che, vista l’affluenza, sono alla portata di molti, e garantiscono posti di lavoro.
    Trattandosi di una società rivolta ad aiutare la società, non approvo questa scelta.
    Sarebbe opportuno quantomeno adeguarsi ai prezzi degli altri, per non rischiare di creare ulteriori perdite di posti di lavoro.

    1. # Marco Romoli

      Basta che i “privati” diversifichino l’offerta e la rendano, in un qualche modo, competitiva.

      Il commercio funziona così…

      1. # Lukas

        No, signor Romoli, il commercio non funziona così. Non si possono paragonare gli impegni economici di un privato (acquisti, personale, ecc), con una ONLUS che si avvale di volontariato e raccolta prodotti avanzati dal commercio classico. Quindi, tanto di cappello alla SVS per il suo impegno nel sociale, ma il concetto espresso da Sergio ha il suo perchè.

      2. # adriana

        come fanno i privati a diversificare e a competere quando sono “strangolati” dalle tasse, dovranno chiudere i battenti e andare ad elemosinare, mi sa che guadagnano di più senza durare fatica

    2. # Carlo

      in poche parole, te inviti la mensa ad aumentare i prezzi in modo da salvare il posto di lavoro ( ed aumentare i guadagni) degli altri posti di ristoro.
      Un gioco al rialzo … praticamente l’ opposto della libera concorrenza. Bravissimo .. un economista perfetto !!!

      1. # Sergio

        Carlo, l’invito é anon fare concorrenza al ribasso, che crea disoccupazione, e non ne abbiamo bisogno di disoccupazione.
        Ad oggi i 10/12 € iva inclusa, e denunciati al fisco, per. Un pranzo di due portate acqua e copertina, con le spese e le tasse da pagare, garantiscono posti di lavoro a cuochi , camerieri, e fornitori.
        La SVS nasce per aiutare chi ha bisogno, ben vengano i pasti gratuiti a chi non può. Che si limiti al volontariato.
        Non creiamo altri che non possono, creando i presupposti per un licenziamento a causa del calo di lavoro.
        Tu si che sei un grande economista.

    3. # simo

      Io il pasto me lo porto da casa…10 .12 euro al giorno non me li posso permettere e poi 10 euro per un piatto di pasta una bottiglietta d’acqua e 1 caffè mi pare troppo. Ben venga questa iniziativa…qualche volta approfitterò

  2. # fabrizio

    altra ottima iniziativa, la SVS sempre si sta distinguendo con azioni sociali di grande interesse e solidarietà. Giungano i miei rispettosi auguri di questa nuova avventura

  3. # DANIELE Lelli

    Sempre dalla parte dei più deboli. Svs orgoglio di Livorno.

  4. # frank

    si è vero, chi non ha da fare niente vada a lavorare gratis, vediamo il mercato del lavoro come si evolve