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Ztl, medici e negozianti alzano la voce

L'assessore Vece si è reso disponibile a prendere in considerazione le proposte di cambiamento che arriveranno da medici e negozianti entro la fine del mese e a fissare un incontro prima del 31 agosto

Venerdì 5 Agosto 2016 — 07:46

di Letizia D'Alessio

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Ordine dei medici e associazioni dei commercianti ancora sul piede di guerra per la questione dei contrassegni per le zone a traffico limitato (Ztl). In sesta commissione consiliare era in programma l’audizione delle varie realtà, voluta dalle opposizioni, riguardo alla modifica della disciplina dei tagliandi decisa dall’amministrazione pentastellata (leggi qui tutte le ultime novità). “Siamo qui oggi per manifestare la nostra contrarietà alla delibera sulla Ztl – ha esordito Daniele Tornar, rappresentante dei medici di medicina generale – come dottori svolgiamo un servizio pubblico per l’intera giornata. L’amministrazione ha invece deciso di mettere una tassa di 150 euro annui, con un aumento del 700%. Se confermata questo provvedimento implicherebbe un rapporto più difficile col Comune. Non è vero, come ha detto qualcuno, che la nostra categoria percepisca stipendi altissimi, speriamo attraverso questa commissione si possa riaprire il dialogo”.  Il presidente dell’Ordine Eliano Mariotti ha rincarato la dose: “Due mesi fa abbiamo avuto una riunione prima col sindaco poi con due funzionari – ha dichiarato – alla fine delle quali ci era stato assicurato che ci sarebbe stata inviata una bozza del provvedimento, che non è mai arrivata. Ho deciso così di inviare una lettera all’assessore Vece , a cui tuttavia non ha risposto. Un fatto questo, a mio avviso, grave”. Il responsabile alla mobilità Giuseppe Vece da parte sua ha risposto che il percorso di confronto con le varie categorie sulle modifiche dei contrassegni è iniziato a marzo e che adesso non può più essere riaperto. Nonostante ciò si è reso disponibile a prendere in considerazione le proposte di cambiamento che arriveranno dai medici entro la fine del mese e a fissare un incontro prima del 31 agosto, presumibilmente nella settimana dal 22 al 26. “Nessuna area sarà per voi off limits, si parla di aumenti percentuali – ha dichiarato – l’intento dell’operazione, lo voglio rimarcare, è stato quello di parificare tutte le categorie”. In difesa del provvedimento è arrivato anche Edoardo Marchetti (M5S): “Si tratta di una delibera che ha come scopo la gestione della mobilità e della sosta in città”. Non la vedono così le opposizioni: Alessio Ciampini (Pd) parla di una misura fatta “per stangare alcune categorie e che va cancellata”, mentre per Giovanna Cepparello (Futuro!) “ancora una volta èemersa la difficoltà di collaborazione col Comune, invece per Marco Bruciati (Buongiorno Livorno) “non serve che venga varato un provvedimento solo per fare cassa, servirebbe piuttosto inserirlo in un ragionamento complessivo che comprenda, in questo caso, anche quale sia l’idea di sanità che l’amministrazione vuole avere”.

Commercianti – Gli operatori del commercio vedono come inopportuna la disposizione dell’amministrazione: “Soprattutto in un momento di difficoltà come questo – è la visione di Alessio Schiano della Confcommercio – dove Agenti di commercio e albergatori sarebbero molto penalizzati dalla misura licenziata dalla giunta: “ Ciaspettavamo di essere riconvocati – ha aggiunto Schiano – dopo il primo incontro ma non è stato fatto e ci siamo ritrovati con le tariffe approvate”. Sulla stessa lunghezza d’onda è Annalisa Coli, responsabile comunicazione di Confesecenti: “Serviva fare prima un disegno generale e solo dopo entrare negli aspetti specifici – ha polemizzato – mi sembra invece che si sia voluto mettere il carro davanti ai buoi. Ci siamo ritrovati a fatto compiuto”. Come già proposto all’Ordine dei medici, Vece ha dato la sua disponibilità a incontrare i commercianti, per fare eventuali modifiche, entro la fine di agosto. “Se ci manderete la convocazione – ha risposto Coli – nonci tireremo indietro, tuttavia non ritengo giusto ridurci all’ultimo quando è stato sprecato prima molto tempo”. Di qui il tentativo della consigliera Cepparello si strappare all’assessore Vece una proroga al 30 settembre per il pagamento dei contrassegni previsti per le categorie professionali: “Io punterei ad arrivare al 31 agosto – è stata la replica del responsabile alla mobilità – se non ci riusciamo allora concederemo un’ ulteriore posticipazione dei tempi”.

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11 commenti

 
  1. # leo

    NON VEDO PERCHE UN MEDICO PRIVATO , CHE NON FA VISITE A DOMICILIO , MA SOLO NEL SUO STUDIO ALLA MODICA CIFRA DI 150 E OLTRE DEBBA AVERE IL PASS come pure il dentista. Per i medici generici che fanno le visite domiciliari forse 150 di pass sono troppine

  2. # enrico.g

    Ho visto la registrazione della seduta della commissione, sul sito del comune.

    Ci sono stati due medici che hanno “minacciato” di parlare con i loro assistiti , diciamo, per “pilotare” le loro opinioni nei confronti della giunta.

    Non commento nemmeno la sortita di un terzo medico che, lamentandosi del costo dei tagliandi, in una sua intervista ha dichiarato “a me i 150 € non mi spostano un gran che” Sic!

    Questi non sono elementi che depongono, oggettivamente, a favore della categoria…

    1. # Luca

      E’ il giusto potere che si porta dietro una vera professione. Ovviamente questi dettagli non passano per la testa degli amministratori carenti d’intelligenza che pensano di poter far tutto e assoggettare tutti ai loro capricci.
      Visite a domicilio? Non sono obbligatorie. Studi e Ambulatori in centro? Non sono obbligatori. Alla fine ci rimetterà sempre il cittadino.

  3. # adriano

    vi e poco da alzare la voce queste due categorie hanno dei redditi alti smettano di lamentarsi
    oltretutto moltissimi utilizzato il pass anche per scopi privati al di fuori della professione, inoltre è una spesa detraibile come costo di impresa sicché ai fini del costo reale gli viene come spesa effettiva circa la metà
    ma sinceramente non vi vergognate a lamentarvi?

  4. # ugo

    direi che sono troppe in generale

  5. # ugo

    Vece è un verde…io li farei stare con le candele, niente corrente elettrica perchè inquina, i panni si lavano alla conca la lavatrice inquina…vedrai smetterebbero di rompere….rallentano il traffico con orgoglio poi magari mi vengono a dire che cresce l’inquinamento….sono incapaci di governare

  6. # Paolo

    Sono un dentista con lo studio in centro abito alla Scopaia. Devo prendere 2 autobus mangiare un panino in centro riposarmi sulle panchine ricominciare il pomeriggio e prendere altri 2 autobus. Se lo avessi saputo avrei preso in affitto all’Ipercoop ma mi ero illuso che il centro dovesse vivere.

    1. # orso

      E’ esattamente quello che succedera’.Se andare in via Grande o al Mercato e’ diventata un ‘impresa ,il risultato che otterranno queste politiche folli sara’ la desertificazione del centro.Io personalmente da quando sono state fatte quello schifo di rotonde (per non parlare adesso della riduzione di carreggiata con quell’obbrobrio di piste ciclabili perennemente deserte)ci vado il meno possibile.

    2. # Residente

      Che differenza c’è, tra Lei che ha uno studio in cento e un qualsiasi altro lavoratore che deve raggiungere il posto di lavoro in centro? Ho lavorato per dieci anni in centro a Pisa e ogni giorno mi facevo un Km e mezzo a piedi dal parcheggio al posto di lavoro. Nelle città è così, è il momento che certi privilegi, se si vogliono, si paghino il giusto.

  7. # DART

    almeno i liberi professionisti posso scegliere di spostarsi in centro con un mezzo alternativo all’auto evitando di pagare la gabella cosa che non possono fare i residenti !!!

  8. # paolo

    Il sindaco di Livorno e il suo suddito Vecce rappresentano quello che a Livorno avevamo cercato di eliminare votando il movimento 5 stelle.
    Adesso ci ritroviamo alle prese con tasse sempre più esose e inutili percorsi per biciclette.
    Forse dovremmo tutti scrivere meno e manifestare il dissenso come in un sistema democratico è consentito fare.