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Dole Rimini-Bi.Emme Libertas 95-90. L’avventura amaranto finisce qui

Domenica 3 Maggio 2026 — 18:50

FOTO LIBERTAS

Rimini scappa, tocca il +21 e sembra chiuderla già nel terzo quarto, ma Livorno non muore mai e rientra fino al -3 nel finale punto a punto. Decisivi i liberi di Alipiev e Marini negli ultimi secondi dopo una palla persa pesantissima. Tra tensione, tecnico ed espulsione, la squadra di Diana paga caro il passaggio a vuoto ma esce con una reazione che lascia più di un rimpianto

La Libertas si ferma a un passo dal sogno. A Rimini finisce 95-90: gli amaranto escono dai play-in e salutano i playoff dopo una partita dai due volti, con un terzo quarto che scava il solco e una rimonta furiosa che si spegne sul più bello (clicca qui per il tabellino del match). Sorride Sandro Dell’Agnello, livornese in panchina ma stavolta sull’altra sponda. Mastica amaro Andrea Diana, espulso nel momento più caldo e costretto a vedere svanire la stagione. Dentro ci resta il cuore, la reazione, il -3 dopo essere stati a -21.
Fuori, invece, c’è la Libertas.

Primo quarto – Partenza sporca, nervosa, da partita che pesa. Il primo squillo è di Piccoli, glaciale dalla lunetta (0-2), poi è subito battaglia nel pitturato: Camara si prende spazio, prima pareggia, poi colpisce ancora lasciato troppo solo: 7-2
Rimini prova a scappare con la prima fiammata vera: Alipiev accende l’angolo con una tripla pulita (8-4), ma la Libertas non si scompone. Anzi. Difesa, recupero e contropiede: Possamai vola e schiaccia, ossigeno puro (7-4). È però Denegri a cambiare ritmo alla gara. Prima trova due punti quasi casuali, poi replica con la stessa giocata, ancora a segno. Strappo Rimini, timeout Diana (12-4). La partita prende una piega più fisica, più ruvida. Valentini prova a rimettere ordine con una giocata in proprio (12-6), poi sale in cattedra la connessione Woodson-Tiby: assist al bacio, appoggio facile (12-9). La Libertas resta lì, aggrappata. Marini dalla lunetta è freddo (14-9), ma Livorno risponde colpo su colpo: prima Penna, poi ancora Penna per Tozzi, e il gap si accorcia (16-13). È una partita di parziali, di onde continue. Nel finale è botta e risposta dalla lunga: Porter e Penna si scambiano triple come pugili al centro del ring (19-16). Poi l’ultimo possesso: Tozzi fa 0/2 ai liberi, Rimini ringrazia e Sankare, sulla sirena, punisce. Si va al primo stop sul 21-16. Libertas dentro la partita, ma costretta a inseguire.

Secondo quarto – La Libertas rientra con l’atteggiamento giusto. Subito Filoni: tripla, senza pensarci, ed è -2 (21-19). Segnale chiaro. Livorno c’è. Il ritmo si alza, diventa una partita di strappi e nervi. Tomassini attacca il ferro e fa male, Filoni ruba e colpisce ancora, ma Rimini risponde sempre, senza mai perdere il filo. È un continuo botta e risposta, senza respiro. Tiby prova a caricarsi la squadra sulle spalle: prima inventa per Lombardi, poi si mette in proprio con una tripla da lontanissimo che riporta i suoi a contatto (28-26). È il momento migliore della Libertas. Anche Woodson si accende: prima trova i suoi primi punti, poi – dopo un errore – si riscatta subito con una bomba pesante. Sorpasso Livorno (33-34). Partita girata. Ma dura poco. Camara prende il controllo del pitturato: prima segna, poi completa un gioco da tre punti. Rimini rimette la testa avanti (36-34). Ancora contatti, ancora caos sotto canestro, e ancora Camara: altro canestro, altro timeout Diana (38-34). La partita si sporca. Arrivano proteste, tensione, e anche un tecnico alla panchina amaranto. Tomassini dalla lunetta allunga, Marini piazza il colpo del nuovo +8 (42-34). La Libertas prova a restare lì con Tozzi, ma le decisioni arbitrali accendono la rabbia in panchina. Nel finale si segna poco ma pesa tutto. Alipiev è freddo ai liberi, Valentini punisce a rimbalzo dopo gli errori di Woodson, Camara aggiunge un altro punto dalla lunetta. Si va all’intervallo sul 45-38.
La Libertas ha avuto in mano la partita. Poi Rimini l’ha ripresa con più fisicità, più presenza. E qualche scintilla di troppo.

Terzo quarto – La Libertas prova a ripartire con personalità: Penna apre con una tripla (45-41), Piccoli trova anche un canestro fortunoso e per un attimo sembra poter riaprire tutto (47-44). Illusione. Perché Rimini alza il volume. Alipiev punisce una difesa troppo morbida, poi arriva la sgasata vera: Marini, e soprattutto Denegri dall’arco. Nuovo strappo (52-44). La partita cambia faccia. Livorno si aggrappa ai liberi di Tiby, ma ogni errore pesa il doppio. Due palle perse consecutive aprono la porta al parziale romagnolo. Camara domina sotto canestro: liberi, tap-in, presenza costante. È lui il padrone del pitturato. Timeout Libertas, ma l’inerzia è tutta dall’altra parte (58-46). Il colpo che fa male arriva poco dopo: schiacciata devastante ancora di Camara. Tabellone che si allarga, partita che scivola via (62-48). Valentini prova a tenere accesa una fiammella, Tiby interrompe il digiuno da tre, ma è troppo poco. Rimini è ormai in controllo totale. Denegri continua a martellare, Porter aggiunge la tripla del +15, Sankarè punisce ancora vicino a canestro. È un’ondata continua. E poi l’episodio che chiude definitivamente il quarto, e forse la partita: espulso Diana. Nervi saltati, panchina amaranto nel caos. Nel finale Tomassini e ancora Sankarè dalla lunetta aggiornano il massimo vantaggio. Si entra negli ultimi dieci minuti sul 74-55.
Partita ormai in mano a Rimini. Alla Libertas serve molto più di una reazione: serve un miracolo.

Quarto quarto – Sembra finita. Anzi, sembra strafinita. Tomassini apre, Rimini tocca il +21 (76-55) e la partita ha già il sapore dei titoli di coda. E invece no.  Perché la Libertas, quando è con le spalle al muro, tira fuori qualcosa che sta tra l’orgoglio e la follia. Tiby piazza l’ennesima tripla (76-58), Woodson prova a scuotere tutto il palazzetto amaranto con una bomba e costringe Rimini al timeout (76-62). Poi si accende Filloy. Due triple consecutive, pesanti, tardive ma non inutili. Il gap si accorcia (79-68). Possamai e ancora Tiby tengono viva la scintilla. La Libertas torna sotto la doppia cifra, incredibilmente (81-73). Rimini però ha esperienza, e uomini che sanno dove mettere le mani. Marini spara una tripla che sembra una sentenza (84-73), Denegri aggiunge un’altra bomba che sa di chiusura (87-75). È il classico colpo che spezza le gambe.
Ma Livorno non muore. Non qui.
Tiby continua a martellare, Possamai fa 2/2, Woodson si prende responsabilità. Il punteggio scende ancora. -7 (89-82). E lì arriva il momento che pesa come un macigno: palla persa sanguinosa di Penna, quella del possibile -4. Quella che avrebbe cambiato tutto. Nel finale è un gioco di nervi. Penna dalla lunetta, Denegri risponde, ancora Penna. Si entra negli ultimi 20 secondi sul 91-87. Poi Alipiev fa 2/2: gelo. Ma non è finita davvero. Tiby, ancora lui, segna un canestro irreale per il -3 (93-90). Ultimo sussulto. Ultimo brivido. Marini dalla lunetta chiude i conti. Woodson si prende la tripla della disperazione. Ferro.
Finisce 95-90. La Libertas esce. Ma esce lottando, tornando da -21 a -3. Con il cuore in mano.
E con un rimpianto enorme.

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