Dole Rimini-Bi.Emme Libertas 95-90. L’avventura amaranto finisce qui
FOTO LIBERTAS
Rimini scappa, tocca il +21 e sembra chiuderla già nel terzo quarto, ma Livorno non muore mai e rientra fino al -3 nel finale punto a punto. Decisivi i liberi di Alipiev e Marini negli ultimi secondi dopo una palla persa pesantissima. Tra tensione, tecnico ed espulsione, la squadra di Diana paga caro il passaggio a vuoto ma esce con una reazione che lascia più di un rimpianto
La Libertas si ferma a un passo dal sogno. A Rimini finisce 95-90: gli amaranto escono dai play-in e salutano i playoff dopo una partita dai due volti, con un terzo quarto che scava il solco e una rimonta furiosa che si spegne sul più bello (clicca qui per il tabellino del match). Sorride Sandro Dell’Agnello, livornese in panchina ma stavolta sull’altra sponda. Mastica amaro Andrea Diana, espulso nel momento più caldo e costretto a vedere svanire la stagione. Dentro ci resta il cuore, la reazione, il -3 dopo essere stati a -21.
Fuori, invece, c’è la Libertas.
Primo quarto – Partenza sporca, nervosa, da partita che pesa. Il primo squillo è di Piccoli, glaciale dalla lunetta (0-2), poi è subito battaglia nel pitturato: Camara si prende spazio, prima pareggia, poi colpisce ancora lasciato troppo solo: 7-2
Rimini prova a scappare con la prima fiammata vera: Alipiev accende l’angolo con una tripla pulita (8-4), ma la Libertas non si scompone. Anzi. Difesa, recupero e contropiede: Possamai vola e schiaccia, ossigeno puro (7-4). È però Denegri a cambiare ritmo alla gara. Prima trova due punti quasi casuali, poi replica con la stessa giocata, ancora a segno. Strappo Rimini, timeout Diana (12-4). La partita prende una piega più fisica, più ruvida. Valentini prova a rimettere ordine con una giocata in proprio (12-6), poi sale in cattedra la connessione Woodson-Tiby: assist al bacio, appoggio facile (12-9). La Libertas resta lì, aggrappata. Marini dalla lunetta è freddo (14-9), ma Livorno risponde colpo su colpo: prima Penna, poi ancora Penna per Tozzi, e il gap si accorcia (16-13). È una partita di parziali, di onde continue. Nel finale è botta e risposta dalla lunga: Porter e Penna si scambiano triple come pugili al centro del ring (19-16). Poi l’ultimo possesso: Tozzi fa 0/2 ai liberi, Rimini ringrazia e Sankare, sulla sirena, punisce. Si va al primo stop sul 21-16. Libertas dentro la partita, ma costretta a inseguire.
Secondo quarto – La Libertas rientra con l’atteggiamento giusto. Subito Filoni: tripla, senza pensarci, ed è -2 (21-19). Segnale chiaro. Livorno c’è. Il ritmo si alza, diventa una partita di strappi e nervi. Tomassini attacca il ferro e fa male, Filoni ruba e colpisce ancora, ma Rimini risponde sempre, senza mai perdere il filo. È un continuo botta e risposta, senza respiro. Tiby prova a caricarsi la squadra sulle spalle: prima inventa per Lombardi, poi si mette in proprio con una tripla da lontanissimo che riporta i suoi a contatto (28-26). È il momento migliore della Libertas. Anche Woodson si accende: prima trova i suoi primi punti, poi – dopo un errore – si riscatta subito con una bomba pesante. Sorpasso Livorno (33-34). Partita girata. Ma dura poco. Camara prende il controllo del pitturato: prima segna, poi completa un gioco da tre punti. Rimini rimette la testa avanti (36-34). Ancora contatti, ancora caos sotto canestro, e ancora Camara: altro canestro, altro timeout Diana (38-34). La partita si sporca. Arrivano proteste, tensione, e anche un tecnico alla panchina amaranto. Tomassini dalla lunetta allunga, Marini piazza il colpo del nuovo +8 (42-34). La Libertas prova a restare lì con Tozzi, ma le decisioni arbitrali accendono la rabbia in panchina. Nel finale si segna poco ma pesa tutto. Alipiev è freddo ai liberi, Valentini punisce a rimbalzo dopo gli errori di Woodson, Camara aggiunge un altro punto dalla lunetta. Si va all’intervallo sul 45-38.
La Libertas ha avuto in mano la partita. Poi Rimini l’ha ripresa con più fisicità, più presenza. E qualche scintilla di troppo.
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