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Livorno Baseball, il cuore vale la salvezza: playout vinti 3-1. È ancora serie B!

Martedì 1 Settembre 2026 — 11:48

Nella foto, al centro, il capitano Matteo "Penne" Piacentini, festeggiato da tutti i suoi compagni dopo la salvezza raggiunta in quella che è stata l'ultima partita della sua carriera

Una stagione vissuta tra infortuni, difficoltà e momenti di pura sofferenza si chiude con l'impresa nei play out contro San Marino. Il presidente Lorenzo Martini: "Nella sofferenza si cresce. E ora gettiamo le basi per il nostro futuro"

di Giacomo Niccolini

Ci sono stagioni che si vincono con la forza del talento e altre che si conquistano con il coraggio, la sofferenza e la capacità di rialzarsi ogni volta che sembra arrivato il momento di arrendersi. Il Livorno Baseball 1948 appartiene decisamente alla seconda categoria. Una squadra di guerrieri della luce, capace di trarre energia proprio dalle difficoltà, dal buio, dai black out, anche quando gli Dei del baseball sembravano aver deciso di mettere alla prova fino in fondo gli amaranto per capire se alla fine questi Mori, questi marinai fatti di salmastro e terra rossa, si meritassero davvero questa categoria. E ogni guerriero della luce reagisce come far meglio: splende per cacciare le ombre. E così gli amaranto.

Una stagione costellata dagli infortuni, complicata fin dall’inizio e che ha costretto gli uomini del manager Alessandro Barbieri a stringere i denti, reinventarsi e crescere partita dopo partita. Fino all’ultimo, drammatico e bellissimo capitolo: i play out contro San Marino, chiusi sul 3-1 per il Livorno e valsi la permanenza in Serie B. Una salvezza che ha i volti di tutti, dallo staff tecnico composto, oltre che da Barbieri, dai coach di attacco e difesa Stefano Cavallini e Marco Rosellini, dal pitching coach Massimiliano Geri, passando da ogni singolo volontario e appassionato che ha animato questo grande gigante fatto di terra rossa ed erba che ogni maledetta domenica tornava a risuonare del meraviglioso schiocco del legno con la pallina e degli spikes sopra i cuscini e sull’asfalto del dougout.

La serie non parte bene per gli amaranto. A San Marino i padroni di casa partono con una vittori 7-0 in gara 1. E credeteci, non è facile iniziare una serie per la salvezza quando si prende una scoppola così al primo match ball a disposizione. Ma ancora una volta gli amaranto trovano dall’impossibile la risposta al possibile. Arriva forte il ruggito amaranto nella seconda sfida tiratissima, mai scontata e chiusa sul 5-3 per i Mori di via Sommati. Tutto rimandato a Livorno dunque, dove il 29 e 30 agosto la squadra ha scritto le pagine più importanti della propria stagione.

E anche lì gli Dei del baseball non hanno regalato nulla. Una prova fino alla fine. Fino all’ultimo inning.

In gara 3, il Livorno ha dovuto attraversare momenti di difficoltà pura, con alcuni veri e propri black out che hanno permesso a San Marino di rientrare e riportarsi avanti. Una partita che sembrava sfuggire di mano per poi riprendere dopo fino al definitivo 12-8. Il giorno successivo, ancora una volta, niente scorciatoie: il Livorno ha imposto la propria legge chiudendo 16-8 gara 4, conquistando così una salvezza pesantissima. Una salvezza che vale molto più del semplice mantenimento della categoria.

“È stato un anno complicato”, racconta il presidente Lorenzo Martini, che sottolinea il valore del percorso compiuto dalla società e dalla squadra. “Ripartire da zero totalmente, senza nessun passaggio di consegne, non era semplice. Ho avuto la fortuna e anche la capacità di coinvolgere le persone nella maniera giusta e, pian piano, di rimettere ordine nelle cose”.

Un lavoro che non si è fermato al campo. Il nuovo corso societario ha infatti lavorato anche sulle strutture e sull’organizzazione, rimettendo mano a un impianto che aveva bisogno di attenzione. È arrivato anche il nuovo tabellone elettronico (atteso dal lontano 1991, anno di costruzione dello stadio di via Sommati), mentre sono stati avviati interventi di sistemazione e pulizia del campo di terra.

Ma il vero investimento resta quello sulle persone e, soprattutto, sui giovani.

“Dal punto di vista del gioco i giovani hanno continuato a crescere, abbiamo sempre dato spazio a loro”, spiega Martini. Ed è forse questo uno degli aspetti più significativi della stagione: ragazzi che hanno guadagnato esperienza, acquisito sicurezza e fatto passi avanti non soltanto tecnicamente, ma anche dal punto di vista mentale.

La crescita è stata evidente proprio nei momenti più complicati, quando serviva rimanere dentro la partita anche dopo un errore o un passaggio a vuoto. “Domenica ho detto una cosa precisa ai ragazzi: nella sofferenza si cresce“, ha detto Martini agli atleti. Una frase che fotografa perfettamente il senso di questa salvezza.
L’obiettivo indicato all’inizio della stagione era chiaro: salvezza, lavoro sui giovani e costruzione del futuro. Il primo traguardo è arrivato attraverso i play out, certamente con qualche brivido in più del previsto, ma è arrivato. E adesso, proprio da questa sofferenza, il Livorno può ripartire.
“Sono molto contento, molto soddisfatto”, sottolinea il presidente. “Abbiamo sofferto, siamo cresciuti e abbiamo ottenuto il risultato che ci eravamo posti a inizio stagione”.

Dietro la salvezza c’è dunque un gruppo che ha saputo resistere alle difficoltà e un progetto societario che vuole consolidarsi. “Ora bisogna consolidarsi”, spiega Martini. “Sono due anni di fila che siamo lì, ora bisogna costruire, soprattutto lavorando e partendo dai lanciatori“.

Il prossimo passo sarà quello di rendere ancora più organico il lavoro del settore giovanile, cercando di valorizzare il vivaio e creare un percorso capace di accompagnare i ragazzi verso la prima squadra. Perché la salvezza conquistata contro San Marino non deve essere un punto di arrivo, ma il primo mattone di una casa ancora tutta da costruire.

E proprio mentre il Livorno festeggiava una delle vittorie più importanti degli ultimi anni, il baseball amaranto salutava anche il suo capitano. Quella contro San Marino è stata infatti l’ultima partita di Matteo Piacentini, per tutti “Penne”, con la “fascia” da capitano. Al termine delle due sfide decisive, il leader dei Mori ha voluto parlare alla squadra, ringraziando uno per uno i compagni per il percorso condiviso. Un momento intenso, nel quale ha anche indicato quello che, di fatto, potrebbe essere il suo successore: Flavio Repetti.
Il passaggio di consegne, però, dovrà essere formalizzato. Saranno infatti i giocatori, attraverso una votazione prevista al primo allenamento della prossima stagione, a convalidare la scelta e ad avvallare o meno il suggerimento del capitano ormai “in pensione”.

Un’immagine simbolica perfetta per chiudere una stagione così: un capitano che saluta e indica la strada a chi verrà dopo di lui. Il Livorno Baseball 1948 resta in Serie B. Ma soprattutto dimostra di avere ancora fame, idee e voglia di crescere.

Gli Dei del baseball hanno provato a metterlo alla prova. Gli infortuni hanno complicato il cammino. I black out hanno fatto tremare una salvezza che sembrava a portata di mano. Ma questi amaranto hanno fatto quello che sanno fare i lupi di mare: navigare nella tempesta. Con il mare calmo ognuno può essere un bravo marinaio. Ma è con la bufera che si vede davvero chi sa dominare le onde. E i nostri Mori, come nelle favole, hanno saputo trovare la rotta per portare in salvo la nave amaranto. E ora… spieghiamo le vele, c’è ancora tanto mare da navigare. Avanti tutta! 

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