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Pielle-Psa Napoli, le pagelle in musica: quando il PalaMacchia cambia spartito

Lunedì 26 Ottobre 2026 — 00:28

Brian Sacchetti esulta dopo la sua seconda tripla e accende il PalaMacchia (foto NOVI)

Da “Mi fido di te” di Jovanotti a “Salirò” di Daniele Silvestri, passando per Rino Gaetano e Max Gazzè: la vittoria della Pielle contro Napoli Est diventa una playlist di canestri, personaggi e colpi di scena. Ecco le pagelle in musica della serata biancoblù, tra triple pesanti, ironia e un finale tutto da cantare

di Giacomo Niccolini

Ci sono vittorie che si costruiscono con calma e altre che bisogna strappare con le unghie, con il cuore in gola e la mano che trema prima di trovare finalmente il canestro. La Pielle contro Napoli Est ha scelto la seconda strada: ha sofferto, ha inseguito, ha incassato il sorpasso degli avversari e si è ritrovata all’intervallo sotto di tre punti. Per lunghi tratti la partita è stata una salita, di quelle in cui ogni possesso pesa come un macigno e il ferro sembra restringersi a ogni tiro.

Poi, quando la serata rischiava di prendere una piega scomoda, il PalaMacchia ha ritrovato la sua musica. Nell’ultimo quarto sono arrivate le triple, una dietro l’altra, come porte che si spalancano all’improvviso: Gallo ha acceso la miccia, Sacchetti ha continuato a colpire, gli altri hanno completato il lavoro. Dal 55-55 di fine terzo quarto al 84-75 finale, la Pielle ha cambiato passo proprio quando non poteva più rimandare.
E allora le pagelle diventano una playlist: ogni giocatore con il suo ritornello, ogni prestazione con una storia da raccontare.

Brian Sacchetti – 8,5  “Mi fido di te” – Jovanotti
La fiducia, in fondo, è una questione di percentuali. Sacchetti si prende cinque conclusioni dall’arco e ne mette quattro: una precisione che vale oro in una serata in cui la Pielle ha bisogno di qualcuno capace di accendere la luce. Aggiunge quattro liberi su quattro e chiude con 15 punti, senza tremare quando la partita chiede personalità. Non serve domandarsi se sia il momento giusto: Brian si fida della propria mano, e il PalaMacchia può fidarsi di lui. Quando la palla scotta, lui non la passa: la fa cantare. La vertigine non è paura di cadere… Ma voglia di volare… mi fido di te!

alignleft” src=”https://www.quilivorno.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-25-at-19.04.03-1.jpeg” alt=”” width=”212″ height=”318″ />Ennio Leonzio – 7,5 “Ma il cielo è sempre più blu” – Rino Gaetano
Quindici punti, tre assist, cinque falli subiti e 19 di valutazione: Leonzio si guadagna la pagnotta anche quando la partita diventa una battaglia di contatti e proteste. Dalla lunetta raccoglie sei punti su sette tentativi, poi trova anche il canestro pesante dall’arco nel finale quello del final countdown e della coperta della buonanotte che la mamma mette prima di spegnere la luce al figlio. Gli avversari gli rendono la serata complicata, lui risponde trasformando ogni contatto in un’occasione. Come un alchimista che trasforma il ferro in oro. E quando arriva la tripla conclusiva, il cielo sopra il PalaMacchia si tinge di biancoblù: non serve aggiungere altro, basta guardare il tabellone. Chi tira da tre, chi mangia retine, chi è sempre più lui, chi va in lunetta… ma il cielo è sempre più (bianco)blu!  

Andrea Tassinari – 8 “Attenti al lupo” – Lucio Dalla
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio: quello di infilarsi nei momenti delicati e lasciare il segno. Tassinari, che gioca da Tassinari, chiude con 13 punti e sei assist, mettendo ordine quando la partita rischia di diventare una corsa senza bussola. Nel quarto periodo trova anche una tripla pesantissima e aggiunge una giocata difensiva che cambia l’inerzia. Non è soltanto una questione di punti: è il modo in cui legge il campo, annusa il pericolo e decide quando colpire. A Napoli Est, in versione Cappuccetto Rosso, conviene stare attenta. E il Tasso sale sul taxi della vittoria come piace a lui, stando sempre attenti al lupo… anzi al Tasso! 

Lorenzo Tortù – 7,5 “Una vita da mediano” – Ligabue
Non sempre bisogna prendersi la copertina per diventare decisivi. Ma lui “lo fu”. Tortù lavora nel cuore della partita, lotta, si fa trovare pronto e mette insieme 15 punti, con un eccellente 5/6 da due. La sua è una prestazione concreta, senza fronzoli, fatta di tagli, presenza e canestri che tengono la Pielle agganciata alla serata. Quando la partita si sporca, lui non si tira indietro: fa il lavoro che serve, anche quando non fa rumore. E alla fine, come nei concerti migliori, il ritornello lo canta tutto il palazzetto. Sempre lì, lì nel mezzo, finché ce n’hai stai li.

Donzelli – 7  “Thunderstruck” – AC/DC
Una schiacciata per ricordare che il ferro non è soltanto un obiettivo, ma anche un avvertimento. Donzelli porta energia, presenza a rimbalzo e un contributo da otto punti e sette rimbalzi. Nel finale trova anche la tripla che aiuta a consolidare il vantaggio: una scarica elettrica quando la Pielle ha finalmente trovato il modo di spegnere le speranze napoletane. Non tutto passa dal tabellino, ma certe giocate hanno il rumore di un temporale. E questa volta il tuono è biancoblù. I was shaking at the knees… Could I come again, please? 

Gallo – 7,5  “Salirò” – Daniele Silvestri
Due triple consecutive, una dopo l’altra, e la partita comincia a prendere la direzione giusta. Gallo chiude con sette punti e cinque assist, ma il suo peso specifico va oltre il bottino personale: quando trova la frequenza, la Pielle cambia volume. Le due bombe nel quarto periodo sono una spinta decisiva per costruire il vantaggio e spezzare la resistenza di Napoli Est. La canzone di Silvestri gli calza a pennello: perché Gallo sale, e quando sale lui, spesso sale anche tutta la Pielle. Salirò, salirò fino a quando sarò un solamente un puntino lontano…bomba…bomba…

David Gabrovsek – 6,5 “Il centro del mondo” – Ligabue
Il centro del mondo, per un lungo, è spesso un’area piccola in cui bisogna guadagnarsi centimetri e spazio. Gabrovsek porta sei punti e sei rimbalzi, facendosi sentire soprattutto vicino al ferro. Non è la serata in cui il suo tiro da fuori trova la strada, ma dentro l’area resta una presenza utile, capace di dare una mano alla squadra mentre la partita si decide su dettagli e seconde opportunità. Una prova di sostanza, senza bisogno di effetti speciali. Fammi vedere che cosa succede a viaggiare davvero…Il primo bengala sparto nel cielo quando mi perdo…

Michele Ebeling – 6,5  “Una musica può fare” – Max Gazzè
Una musica può fare cantare, ballare, sognare. E, a volte, può anche cambiare una partita. Ebeling resta sottotraccia per buona parte della serata, poi trova il suo momento: la tripla dall’angolo nel quarto periodo, quando la Pielle sta provando a scrollarsi di dosso Napoli Est. Cinque punti in tutto, ma quella bomba arriva dentro il crescendo biancoblù, quando ogni canestro pesa un po’ di più e il vantaggio comincia a prendere forma. Max Gazzè canta le mille cose che può fare una musica; quella di Ebeling, stavolta, ha una missione precisa: aggiungere una nota al finale in cui la Pielle ritrova finalmente il suo spartito vincente. Una musica può fare, salvarti sull’orlo del precipizio…

Mattia Venucci – 6 “The Sound of Silence” – Simon & Garfunkel
Serata silenziosa sul piano realizzativo: Venucci non trova punti, con due tentativi dall’arco che non vanno a bersaglio. Ma il suo contributo non si esaurisce nel tiro che entra o non entra, e la Pielle porta comunque a casa una partita in cui serviva soprattutto restare compatta fino alla fine. Per lui una serata da metabolizzare: il campionato è lungo e il prossimo ritornello può arrivare già alla prossima occasione. And in the naked light I saw, Ten thousand people, maybe more 

Andre Traini – 5,5 “Non è tempo per noi” – Ligabue
Tre tentativi da tre, nessuno a bersaglio: per Traini la serata offensiva non si sblocca. In una partita che per lunghi tratti vive di equilibrio e nervi, non riesce a trovare il suo momento. Poi esce per infortunio. La sua chitarra non suona. Stasera non è il tempo del suo assolo, stavolta. La musica, però, non finisce qui.  Abbiam sogni però troppo grandi e belli, sai… Belli o brutti, abbiam facce che però non cambian mai…

Andrea Turchetto – 7 “Tutto il resto è noia” – Franco Califano
Per tre quarti Turchetto deve fare i conti con una Pielle a corrente alternata: parte avanti, si fa riprendere, finisce sotto all’intervallo, costruisce ma senza troppa fortuna e resta impantanata in una partita in cui Napoli Est trova sempre il modo di rispondere. Altro che noia: qui c’è da soffrire, leggere la partita e aspettare che qualcuno trovi la scintilla. Poi arriva l’ultimo quarto e cambia tutto: Gallo apre il fuoco, Sacchetti non perdona, gli altri si accodano e il PalaMacchia torna a cantare. Califano raccontava di amori consumati e passioni che, una volta finite, lasciano spazio alla routine. Turchetto, invece, la passione se la tiene viva fino alla sirena: perché quando la Pielle decide di fare sul serio, la noia resta in panchina e a Napoli Est non rimane che guardare.
Il cuore ingenuo che ci casca ancora, col lungo abbraccio l’illusione dura, rifiuti di pensare a un’avventura…

Gli ex in campo 7 – Amici mai -Antonello Venditti
E poi ci sono gli ex, quelli che tornano dall’altra parte del campo e portano con sé ricordi, incroci e un pizzico di nostalgia. Nel basket le maglie cambiano, le strade si dividono, ma certe storie restano lì, sospese tra un saluto prima della palla a due e una stretta di mano dopo la sirena. Per loro la colonna sonora è “Amici mai” di Antonello Venditti: perché si può diventare avversari per quaranta minuti, lottare su ogni pallone e provare a rovinarsi la serata sportivamente, senza cancellare quello che c’è stato prima. E alla fine, tra una vittoria da festeggiare e una sconfitta da digerire, resta anche questo: il basket divide il tabellone, ma non sempre divide le storie. Ma amici mai per chi si cerca come noi, non è possibile. Odiarsi mai, per chi si ama come noi. Basta sorridere

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